Il 18 aprile 1942 è un sabato.
Alle otto del mattino il parroco di Valva, Lorenzo dottor Spiotta (così firma l'atto), unisce in matrimonio due diciannovenni.
Sono Carmine Mastrolia di Federico e di Caterina Feniello e Giovanna Zaccardi, figlia di Michele e di Maria Giuseppa Torsiello.
Due giorni dopo l'atto viene registrato sul registro comunale dal commissari prefettizio Emilio Foselli.
Alle otto del mattino il parroco di Valva, Lorenzo dottor Spiotta (così firma l'atto), unisce in matrimonio due diciannovenni.
Sono Carmine Mastrolia di Federico e di Caterina Feniello e Giovanna Zaccardi, figlia di Michele e di Maria Giuseppa Torsiello.
Due giorni dopo l'atto viene registrato sul registro comunale dal commissari prefettizio Emilio Foselli.
La guerra
Passano poche settimane.
L'11 maggio 1942 Carmine si presenta alla visita militare e viene lasciato in congedo illimitato provvisorio. Per qualche tempo, dunque, la sua vita può continuare normalmente.
Poi arriva la chiamata.
Il 5 gennaio 1943 viene chiamato alle armi e il giorno successivo è già al Deposito del 67° Reggimento Fanteria, a Como.
A giugno viene trasferito al 160° Reggimento Fanteria, dislocato in Croazia.
Passano poche settimane.
L'11 maggio 1942 Carmine si presenta alla visita militare e viene lasciato in congedo illimitato provvisorio. Per qualche tempo, dunque, la sua vita può continuare normalmente.
Poi arriva la chiamata.
Il 5 gennaio 1943 viene chiamato alle armi e il giorno successivo è già al Deposito del 67° Reggimento Fanteria, a Como.
A giugno viene trasferito al 160° Reggimento Fanteria, dislocato in Croazia.
Carmine partecipa alle operazioni di guerra in quella che i documenti militari definiscono, con un'espressione oggi lontana, la "Balcania (territori ex Jugoslavi)".
La prigionia
Non abbiamo altre notizie su di lui fino all'8 settembre 1943, un giorno fatale per le sorti dell'esercito e delle istituzioni italiane.
Carmine risulta prigioniero dei tedeschi e condotto in Germania.
Carmine risulta prigioniero dei tedeschi e condotto in Germania.
L'8 maggio 1945 viene liberato.
La guerra in Europa è finita, ma per lui e per tanti soldati prigionieri non è ancora il momento del ritorno a casa. Rimane trattenuto dalle Forze Alleate fino al 15 agosto, quando viene finalmente rimpatriato.
Solo a inizio gennaio 1946 viene convocato al Distretto militare di Salerno, presso la sottocommissione interrogatrice.
La burocrazia militare annota che viene "discriminato ed inviato in licenza di rimpatrio con assegni di gg. 60 con decorrenza dal 15.8.1945".
Lo stesso giorno risulta inviato "in licenza straordinaria senza assegni in attesa di reimpiego", con decorrenza dal 14 ottobre 1945.
La guerra in Europa è finita, ma per lui e per tanti soldati prigionieri non è ancora il momento del ritorno a casa. Rimane trattenuto dalle Forze Alleate fino al 15 agosto, quando viene finalmente rimpatriato.
Solo a inizio gennaio 1946 viene convocato al Distretto militare di Salerno, presso la sottocommissione interrogatrice.
La burocrazia militare annota che viene "discriminato ed inviato in licenza di rimpatrio con assegni di gg. 60 con decorrenza dal 15.8.1945".
Lo stesso giorno risulta inviato "in licenza straordinaria senza assegni in attesa di reimpiego", con decorrenza dal 14 ottobre 1945.
La parola "discriminato" può sorprendere. Nel lessico militare del tempo, significa che la commissione ha esaminato la condotta tenuta dal militare durante l'internamento in Germania, per verificare che non ci siano comportamenti incompatibili con il servizio militare o elementi meritevoli di ulteriori accertamenti.
Nel luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato.
Nel 1964 gli viene conferita la croce al merito di guerra.
Nel 1964 gli viene conferita la croce al merito di guerra.
Nel foglio matricolare di Carmine Mastrolia sono citati due riferimenti normativi: il Regio Decreto 14 dicembre 1942, n. 1729 ("Concessione della croce al merito di guerra al personale che, dal 10 giugno 1940, abbia partecipato ad operazioni militari nella guerra in corso") e la legge 4 maggio 1951, n. 571 ("Concessione della croce al merito di guerra ai militari internati in Germania ed in Giappone dopo l'8 settembre 1943").
La legge del 1951 modifica e integra il Regio Decreto del 1942, aggiungendo all'articolo 2 la possibilità di concedere la Croce al merito di guerra a coloro che siano stati "catturati e deportati in Germania o in territori controllati dai tedeschi dopo l'8 settembre 1943" e che siano rimasti deportati per almeno cinque mesi.
Per i sottufficiali, graduati e militari di truppa, la legge stabilisce inoltre che non abbiano "prestato lavoro su invito dei nazi-fascisti".
G.V.
