Primo episodio
-Un nuovo progetto-
I registri anagrafici hanno un incanto capace di attrarre il lettore, come un vortice.
Chi li sfoglia -anche solo in digitale, su Portale Antenati, scorrendo immagini di carte ingiallite- finisce per perdersi. Un nome tira l'altro, una data apre uno scenario, una dicitura insolita e una parola poco comprensibile diventano un'ossessione.
Da questa esperienza nasce Fuori Registro, la nuova rubrica de la ràdica: un appuntamento periodico dedicato alle curiosità, alle anomalie e ai piccoli misteri che affiorano dai registri di Valva.
Partiamo dai "proietti"
Da molto tempo stiamo inseguendo storie di "proietti", per dare una memoria a quei neonati lasciati davanti alla casa convenzionalmente nota in paese come quella della "pia accoglitrice" oppure -in alcuni casi- davanti ad abitazioni private o addirittura in strada, appena fuori dal centro abitato, sapendo che al mattino presto i contadini vanno in campagna e che troveranno la culla improvvisata.
La prassi prevista dalla legge del tempo era questa: se la madre di un figlio naturale era nota, il bambino assumeva il cognome materno. Solo ai "proietti" in senso stretto -di cui non si conosceva nessuno dei genitori- si attribuivano cognomi convenzionali, come ad esempio Esposito o Esposita. Per la verità, il governo francese a Napoli nel periodo napoleonico aveva prescritto cognomi di fantasia al posto di Esposito, ma ci torneremo.
Una prima informazione che si ricava dall'analisi dei registri anagrafici di Valva è che il cognome Esposito quasi non esiste in riferimento ai "proietti". E' presente invece -declinato anche al femminile nella variante Esposita- sporadicamente come cognome dato a bambini "di padre ignoto" o "incerto" ma di madre nota.
Quest'ultima prassi è invece molto più diffusa in alcuni comuni limitrofi.
L'anomalia degli anni Quaranta
Quello che rende Valva un caso a sé, un vero e proprio
"giallo" archivistico, è una finestra di circa un decennio, negli
anni '40 del XIX secolo, in cui questa regola consolidata sembra incrinarsi.
In diversi atti di quel periodo, pur in presenza di una
madre identificata che fa annunciare la nascita dalla levatrice secondo la
prassi ordinaria, il bambino non riceve né il cognome materno, né il consueto Esposito.
Al contrario, gli viene attribuito un cognome del tutto inventato, diverso ogni
volta, privo di qualsiasi corrispondenza con la toponomastica o l’onomastica
locale.
Ecco alcuni esempi: Della Ruta (meno probabile che si legga
Rota), due fratelli nati a tre anni di distanza; Del Sole;
Amoroso; Di Orlando; Giacinto; Milo.
Non siamo riusciti a trovare una disposizione normativa nel
Regno che preveda un simile espediente. Nei comuni limitrofi, ad esempio,
non si osserva questo fenomeno.
Possiamo ipotizzare che si tratti di una prassi discrezionale introdotta e poi abbandonata da chi teneva i registri a Valva in quegli anni.
Le prossime fasi della ricerca
Questo primo episodio apre un piccolo cantiere.
Nei prossimi appuntamenti di Fuori Registro continueremo a seguire il filo dei proietti, cercando di ricostruire qualche storia individuale. Ad esempio, cercheremo di capire se l'anomalia degli anni '40 ha lasciato tracce nelle generazioni successive.
Altri casi sono già pronti, altri dettagli ci aspettano nei registri.
Arrivederci al prossimo episodio.
G.V.


.png)

.png)











.png)

