Supera la visita militare il 22 aprile 1939; l'11 agosto dello stesso anno viene ammesso "all'eventuale congedo anticipato per il titolo di cui all'art. 85 del vigente testo unico delle leggi sul reclutamento".
La famiglia Figliulo è così numerosa che a Valva è diventata quasi proverbiale: ancora oggi, scherzosamente, viene usata come paragone per indicare un gruppo particolarmente numeroso.
La nostra ricerca è ancora in corso. Per ora ci soffermiamo su alcuni dei fratelli maggiori di Minente. Mario, classe 1915, assegnato alle truppe del presidio di Zara e collocato in congedo prima dell'inizio della Seconda guerra mondiale. Guerino, classe 1918, assegnato al 46° Reggimento Fanteria, congedato nel 1944; Redente, classe 1922, assegnato all' 11° Corpo Sanità a Udine e "sbandato" dopo l'8 settembre 1943.
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| Minente Figliulo; fonte: Gozlinus |
È assegnato all'8° Reggimento Genio e fin dall'inizio lo troviamo in un territorio dichiarato in stato di guerra. Alla fine di febbraio viene ricoverato all'ospedale militare di Roma; il 18 aprile risulta promosso al grado di geniere scelto.
La sua professione sembra suggerire la scelta di impiegarlo nel settore delle comunicazioni: viene infatti assegnato alla 42ª Compagnia Telegrafisti. Dopo ulteriori trasferimenti, nel giugno 1942 lo troviamo a Cagliari.
Possiamo essere un po' più precisi grazie a una sua testimonianza: è stato in Grecia.
Nel febbraio 1943 viene inviato in licenza speciale per gravi motivi di famiglia: quindici giorni, oltre al viaggio.
La consultazione dei registri dei morti e dei matrimoni relativi a quelle settimane, però, non ci consente per ora di scoprire di più.
Minente rientra al corpo il 7 marzo 1943 e rimane in guerra fino all'8 settembre 1943.
Il 9 settembre viene catturato dai tedeschi e condotto in Germania.
In una sua testimonianza scrive:
prigioniero nel campo di concentramento dei prigionieri di guerra in Dortmund e successivamente al campo di lavoro di Andsberg ove in primo momento fui applicato al taglio di legname in montagna e successivamente in fabbrica fino alla fuga.
Lo Stalag VI/D fu istituito il 30 settembre 1939 a Dortmund, nelle immediate vicinanze della Westfalenhalle. Era un campo per prigionieri di guerra dell'esercito tedesco e, dal dicembre 1942, divenne il centro amministrativo degli Arbeitskommandos impiegati nel distretto di Arnsberg, del quale faceva parte anche Dortmund.
Vi furono internati soprattutto prigionieri francesi, polacchi e sovietici e, dalla fine dell'estate del 1943, anche numerosi militari italiani. I prigionieri venivano assegnati a distaccamenti di lavoro e impiegati nell'industria, nelle miniere e in altre attività pesanti.
Le condizioni di vita erano molto dure: baracche sovraffollate, scarsità di letti e coperte e giornate lavorative che potevano durare fino a 16 ore.
Dortmund fu duramente colpita dai bombardamenti alleati: tra il 1940 e il 1945 ne subì 176 e circa il 95% del centro storico venne distrutto.
Il 13 aprile 1945 la città fu conquistata dalle truppe americane. Furono liberati anche 4.070 prigionieri di guerra di 13 nazionalità.
Anche sulla sua liberazione abbiamo due date diverse: il 4 aprile e l'8 maggio 1945. È possibile che la data del 4 aprile si riferisca alla sua liberazione individuale, mentre l'8 maggio indichi la liberazione formale dalla prigionia.
Dopo le elezioni del 22 e 23 novembre 1964, si insedia il Consiglio Comunale. Nella foto, il gruppo di minoranza: Minente Figliulo è il consigliere seduto. Gli altri, da sinistra, sono Giuseppe Marciello, Michele Spatola, Pasquale Volturo e Armando Salvia.
Minente Figliulo è il primo da sinistra. Al centro, Goffredo Corona, sindaco dal 1964 al 1965. L'ultimo a destra è Onofrio Verginiello, sindaco dal 1946 al 1952.














