Visualizzazione post con etichetta QUESTO BLOG. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta QUESTO BLOG. Mostra tutti i post

02 febbraio 2026

IL COMPLEANNO DELLA RADICA: IL LAVORO DI QUATTRO ANNI

...non me ne potevo andare, perché lontano da questa terra sarei stata come gli alberi che tagliano a Natale, quei poveri pini senza radici che durano un po' di tempo

e poi muoiono.

[Isabel Allende, La casa degli spiriti] 

Oggi il blog la ràdica compie quattro anni.
Il primo post inviato per lo mondo è del 3 febbraio 2022.
Da allora, 48 mesi di ricerca, approfondimento, iniziative, tentativi (ed errori).
Con questo, i post sono 296, per un totale di oltre 75mila visualizzazioni (in media 52 al giorno).

Gli obiettivi iniziali
Fin dall’inizio ci siamo posti alcuni obiettivi chiari.
Volevamo avviare una ricerca sui caduti e i dispersi della Seconda guerra mondiale, convinti che ai documenti fosse ancora possibile affiancare una memoria orale collettiva.
E volevamo contribuire a ricostruire un altro frammento della nostra storia: quello dei
E volevamo contribuire a ricostruire un altro frammento della nostra storia: quello dei valvesi deportati nei campi di concentramento, i cosiddetti IMI (Internati Militari Italiani).
Ci siamo riusciti?
Il primo filone di ricerca ci ha permesso di individuare la data di nascita e di morte di quasi tutti i caduti delle due guerre mondiali. Restano lacune relative ad alcuni soldati della Grande Guerra, ma non si tratta di caduti sul campo.
Per quanto riguarda gli IMI, negli ultimi anni la percezione di questa vicenda è profondamente cambiata anche a livello nazionale: lo scorso 20 settembre si è celebrata per la prima volta la Giornata dedicata agli Internati Militari Italiani, istituita con una legge approvata all’unanimità dal Parlamento. 
Ci siamo riusciti?
Il primo filone di ricerca ci ha permesso di individuare la data di nascita e di morte di quasi tutti i caduti delle due guerre mondiali. Restano lacune relative ad alcuni soldati della Grande Guerra, ma non si tratta di caduti sul campo.
Per quanto riguarda gli IMI, negli ultimi anni la percezione di questa vicenda è profondamente cambiata anche a livello nazionale: lo scorso 20 settembre si è celebrata per la prima volta la Giornata dedicata agli Internati Militari Italiani, istituita con una legge approvata all’unanimità dal Parlamento. 
Il nostro blog ha dedicato quattro post a questa Giornata, approfondendo il dibattito parlamentare, le voci critiche emerse e proponendo un confronto con la Legge 211/2000 sul Giorno della Memoria.
A Valva, la ràdica ha dato un piccolo contributo nel far emergere i nomi e le storie di 26 soldati prigionieri dei tedeschi.
Ecco l'elenco aggiornato: 👉Ai valvesi che non abbassarono la testa.

Il 2025
Nell’ultimo anno di lavoro il nostro percorso ha preso anche nuove direzioni.
È nata la newsletter: uno spazio settimanale in cui condividiamo il lavoro di ricerca, le novità dal blog e pensieri che sentiamo il bisogno di raccontare.
È nato anche un sito web, pensato come luogo di orientamento e approfondimento: una vetrina che raccoglie i principali contenuti del blog, li organizza per temi e rilancia anche i post meno recenti. 
Grande attenzione è stata riservata alle storie ambientate nell’Ottocento e nei primi anni del Novecento, spesso nate da documenti rintracciati nel portale Antenati. Circa venti post hanno raccontato storie e aneddoti capaci di gettare una luce su un contesto più ampio.
A questo filone è dedicato, ad esempio, un numero monografico di quello che è una sorta di giornale online, una vetrina del nostro blog. Tra le vicende più toccanti emerge quella dei “projetti”, neonati abbandonati e accolti dalla comunità. 
Si accedere alla newsletter, al sito e alla vetrina interattiva (in formato giornale online) attraverso ha home del nostro blog.

Romanzi di famiglie
Nell’ultimo anno il blog la ràdica ha dedicato una serie di approfondimenti ad alcun famiglie di Valva, intrecciando le vicende personali con la storia locale e nazionale. 
Abbiamo esplorato le origini, le migrazioni, la vita quotidiana e le attività lavorative, senza trascurare le vicende militare che hanno segnato molti di questi valvesi.
In questo percorso, ogni famiglia raccontata diventa un piccolo affresco di memoria collettiva: dalla creatività dei Grasso alle attività commerciali dei Miranda, fino alla resilienza contadina dei D’Arcangelo, tutte storie che ci aiutano a comprendere il legame tra radici, comunità e storia.
Alla famiglia Grasso abbiamo dedicato alcuni post, che idealmente compongono il romanzo 👉 Musa valvese. Il romanzo della famiglia Grasso.
Una famiglia di artisti attraversata dalle due guerre mondiali e dall’emigrazione. Musicisti e pittori, soldati in Italia e negli Stati Uniti, i Grasso intrecciano creatività, memoria e storia: da Francesco “Frank”, direttore d’orchestra affermato negli Stati Uniti, ad Ascanio, segnato dalla Grande Guerra, fino a Giovannino e Rodolfo, pittori, e al nipote Antonio Freda, detto Nuccio.
Abbiamo poi raccontato la storia della famiglia Miranda, mercanti di tessuti e merceria che hanno scelto Valva come nuova casa alla fine dell’Ottocento. 
Ferdinando e Rosa, provenienti dall’hinterland napoletano, hanno creato una famiglia che ha radicato tradizioni, lavoro e legami sociali nel cuore della Valle del Sele. Tra nascite, commerci e vita quotidiana, la vicenda dei Miranda restituisce uno spaccato della comunità e del mondo in trasformazione.
Il primo post dedicato alla famiglia Miranda è stato il più letto del nostro blog nel 2025:  👉Ferdinando e Rosa. L’epopea dei Miranda a Valva.
Ci siamo occupati inoltre della famiglia D’Arcangelo, contadini originari della Masseria Accetta a Statte (Taranto). Il capostipite Donato si trasferì a Valva, lavorando nella villa del marchese d’Ayala-Valva e costruendo una nuova famiglia. 
Tra lavoro agricolo, vita quotidiana, migrazioni in Argentina e Stati Uniti e le vicende della Seconda guerra mondiale – con due cugini prigionieri – la storia dei D’Arcangelo racconta resilienza, radici e memoria collettiva. Ecco il primo dei due post finora dedicati alla famiglia D'Arcangelo: 👉 Le radici e la guerra: la famiglia D'Arcangelo tra la Puglia  il mondo 

I cento anni dell'inaugurazione del Monumento
Per il centenario dell’inaugurazione del Monumento ai Caduti (29 novembre 1925), la ràdica ha realizzato un video commemorativo, disponibile sul canale 🎥 YouTube @laradica_radicivalvesi.
Il video racconta la storia della cerimonia, i protagonisti, le celebrazioni civili e religiose, e il ruolo del monumento come luogo di memoria, gioventù e vita sociale a Valva. 
Le immagini mostrano cartoline storiche, fotografie d’archivio e momenti di rito civile, inclusa la deposizione delle corone e le celebrazioni del 4 novembre.
Parallelamente, il blog propone un racconto storico a puntate, basato su documenti d’archivio, in cui i personaggi parlano e pensano nel loro contesto reale. 
Il primo episodio, dedicato a padre Semeria, oratore ufficiale della cerimonia, è disponibile qui: 👉 Dolce e bello morire per la patria

Il Giorno della Pacchiana
Nel 2025 il blog la ràdica ha lanciato l’iniziativa di celebrare il 23 marzo come Giornata dell’abito tradizionale valvese, in ricordo dell’ultima “pacchiana” di Valva, zia Pasqualina Torsiello, scomparsa proprio quel giorno.
L’obiettivo era valorizzare la cultura contadina, le donne della nostra storia e le tradizioni che legano generazioni di famiglie. L’abito tradizionale non è stato raccontato solo come capo di vestiario, ma come simbolo di identità, memoria e legame collettivo.
In occasione del Giorno della Pacchiana, il blog ha pubblicato un album dedicato al vestito della nostra identità, intitolato 👉 L’abito delle nostre radici.
Nella prefazione, l’iniziativa veniva così spiegata:
Il Giorno della Pacchiana è stato un’occasione per riscoprire e onorare le tradizioni legate al vestito tradizionale della nostra comunità. Quello da ‘pacchiana’ non è solo un abito, ma un viaggio attraverso le generazioni, portando con sé la forza di una tradizione, le emozioni dei ricordi e i legami che sfidano il tempo. Ogni abito ha raccontato amore e dedizione, diventando simbolo di affetto e orgoglio e trasmettendo alle nuove generazioni il legame profondo tra passato e presente.
Purtroppo non siamo riusciti a coinvolgere scuole e associazioni, ma speriamo di farlo in futuro per trasformare questa giornata in un vero momento di memoria e festa condivisa.

Per questo la ràdica resta: a cercare, a ricostruire, a ricordare.
Perché la storia, come gli alberi, vive solo dove le radici tengono.
A chi ci accompagna in questo percorso, va il nostro grazie.
La ricerca continua.

30 luglio 2025

LA RÀDICA SETTIMANALE: LA NOSTRA NEWSLETTER

È nata la newsletter del blog "la ràdica".

Ogni settimana raccontiamo cosa succede nel nostro lavoro di ricerca: nuovi post, novità dal blog, riflessioni e pensieri che sentiamo il bisogno di condividere.
Se ti piacciono le storie che raccontiamo, ora puoi riceverle direttamente nella tua casella email 📬

Puoi iscriverti in due modi:
- direttamente da qui: 👉https://buttondown.email/laradica
- cliccando sul bottone colorato ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER in alto a sinistra nella home page 

Archivio
✉️ Vuoi dare un’occhiata alle edizioni precedenti della newsletter? 
Le trovi tutte qui: 
Privacy
Iscrivendoti alla newsletter del blog la ràdica, riceverai via email solo i nostri aggiornamenti e racconti.
Usiamo il servizio Buttondown, che rispetta la tua privacy:
niente pubblicità, niente condivisione dei tuoi dati.
Naturalmente puoi annullare l'iscrizione in qualsiasi momento, con un solo clic.

Grazie se vorrai unirti 
la ràdica

G.V.

01 luglio 2025

NASCE IL SITO "la ràdica"

“...non me ne potevo andare, perché lontano da questa terra sarei stata come gli alberi che tagliano a Natale, quei poveri pini senza radici che durano un po' di tempo e poi muoiono.” [Isabel Allende, La casa degli spiriti] 

Come ci ricorda Isabel Allende, senza radici si rischia di seccare. E' con questo spirito che abbiamo creato la ràdica: per restare legati alla terra e alla memoria.

Nel nostro percorso di crescita, abbiamo pensato che un sito potesse favorire la promozione dei contenuti del blog la ràdica.

Il sito è una sorta di vetrina che mette in evidenza i principali contenuti principali del blog, suddivisi per categorie. 

In questo modo i nostri lettori potranno conoscere meglio le varie iniziative delle ràdica e, magari, ritrovare post meno recenti, che verranno rilanciati per garantirne una maggiore visibilità.

In occasione della nascita del nostro sito, abbiamo anche adottato un logo che, almeno per ora, possa rappresentare la natura del nostro lavoro:

Immagine creata da Google Gemini

Per accedere al sito, basta cliccare qui:

👉https://sites.google.com/view/laradica/home-page

Il sito è ovviamente visualizzabile anche da smartphone e tablet, ma probabilmente si apprezza meglio da computer, dove i contenuti sono disposti in modo più chiaro e completo.

Ogni radice racconta una storia. Il sito è il nostro modo per intrecciarle e condividerle. Vi aspettiamo.

G.V.


03 febbraio 2025

TRE ANNI DI RADICA

Oggi la Ràdica compie tre anni. 
Tre anni di ricerche, storie, memorie custodite e condivise. 
Oltre 56mila visualizzazioni,  227 post, un podcast, tre ebook, un canale YouTube con un due documentari "in progress" e altro materiale video.
Il documentario Di radici e di sangue ricostruisce il contesto storico e culturale in cui si è svolta la serata organizzata dal Circolo valvese di Newark il 17 febbraio 1924, per raccogliere fondi da inviare a Valva per la costruzione del monumento.
Quest'anno, in occasione dei cento anni dall'inaugurazione del monumento, cercheremo di concentrarci sulla manifestazione organizzata a Valva quel 30 novembre 1925.
L'eBook All'ombra delle tue ali -dedicato alle vicende del settembre 1943 a Valva, tra tedeschi e americani- sta diventando un documentario, per ora giunto al primo episodio.
Immagine generata con l'ausilio di ChatGPT
Quando abbiamo iniziato questo percorso, non sapevamo dove ci avrebbe portato. Sapevamo solo che ogni storia meritava di essere raccontata, ogni documento ritrovato aveva un valore, ogni nome era più di una semplice traccia nei registri del tempo. 
Dopo tre anni di lavoro, possiamo dirci soddisfatti perché dietro questi numeri ci sono persone, curiosità, ricordi che tornano a vivere.
Grazie a chi ha letto, condiviso, partecipato. Grazie a chi ha creduto nel valore della memoria. 
Il nostro blog è radicato nel passato, ma con lo sguardo sempre rivolto al futuro. 
Il lavoro di ricerca continua.

Una poesia per i nostri tre anni
Non recidere, forbice, quel volto,
solo nella memoria che si sfolla,
non far del  grande suo viso in ascolto
la mia nebbia di sempre.

Un freddo cala...Duro il colpo svetta.
E l'acacia ferita da sé scrolla 
il guscio di cicala
nella prima belletta di Novembre.

Eugenio Montale, Le occasioni

La memoria che "si sfolla" suggerisce l'importanza di non dimenticare, di mantenere vivi i volti e le storie, nonostante il passare del tempo (rappresentato dalla forbice).
Nel nostro piccolo, con il nostro blog cerchiamo di contribuire a questo lavoro. 

Ricordi
Ecco il primo post del nostro blog:

I due post dedicati ai precedenti compleanni:
G.V.

03 agosto 2024

LE RADICI E L'ALLORO

Trenta mesi fa iniziavamo le pubblicazioni del nostro blog "la ràdica". 
Questo è il post numero 200.
Ne approfittiamo per un breve bilancio del nostro lavoro.
Per ogni soldato valvese caduto in combattimento nella Prima e nella Seconda guerra mondiale è stata individuata la data di morte e, in molti casi, il luogo.
Ecco i post con gli elenchi completi:
La ricerca degli internati militari in Germania ha consentito di individuare 23 soldati valvesi; ecco l'elenco aggiornato:
Approfondimenti: eBook
Abbiamo pubblicato alcuni eBook per approfondire tematiche legate alle nostre ricerche.
👉L'ultimo soldato: un eBook pubblicato in occasione dei cento anni dell'ultimo reduce valvese della Seconda guerra mondiale.
👉Caduti in guerra valvesi
👉All'ombra delle tue ali: la ricostruzione delle drammatiche settimane del settembre 1943 quando i civili valvesi si sono trovati tra tedeschi e americani, dopo lo Sbarco di Salerno; a impreziosire il nostro lavoro, le testimonianze di chi ha vissuto quei momenti.

Approfondimenti: documentari
Stiamo lavorando a due documentari:
- Di radici e si sangue, dedicato alle vicende che hanno portato alla nascita del monumento ai caduti di Valva. Nel febbraio 1924 un circolo italiano di Newark, nel New Jersey, organizza una serata per raccogliere fondi da inviare a Valva per "l'erigendo monumento" ai caduti in guerra: il nostro documentario ricostruisce quella storia; finora abbiamo pubblicato sette episodi, disponibili sul nostro canale You Tube:             radicivalvesi.blogspot.com
- All'ombra delle tue ali, costruito con lo stesso materiale dell'eBook ma con un linguaggio diverso, quello video.

Podcast
Il nostro podcast Il giorno dopo è dedicato alle conseguenze dell'8 settembre 1943 sui soldati valvesi:
Tre episodi del podcast sono dedicati a un approfondimento sulle canzoni in voga negli anni Trenta-Quaranta: 
👉Ma l'amore no, che analizza la canzone d'amore
-👉Vivere, che presenta alcune canzoni ispirate all'ottimismo e alla gioia di vivere e ci conduce alla scoperta dei sogni della società di quegli anni; l'episodio segnala inoltre l'uso propagandistico di alcuni temi (ad esempio la vita in campagna o l'ora dell'aperitivo in città)
-👉Tulipani e Maramao, dedicato allo swing italiano del Trio Lescano

G.V.

06 gennaio 2024

I POST PIU' LETTI DEL 2023

L’inizio del nuovo anno ci dà l’occasione di riproporvi i dieci post più letti del 2023 sul nostro blog “la ràdica”.



Partiamo con un post sulla Grande guerra: la storia del soldato Michele Spiotta; questo post presenta la lettera in cui la sua morte è stata annunciata alla famiglia.
Michele muore nell’agosto 1915, in una località resa poi celebre dai versi belli e struggenti di Giuseppe Ungaretti: Bosco Cappuccio. Questo spiega il titolo un po’ particolare: In un declivio di velluto verde, un eroe silenzioso.
Eroe è un termine che viene utilizzato nella lettera con cui il capitano Iovene dà la notizia della morte al padre di Michele Spiotta: Condoglianze, signor Spiotta, suo figlio morì da eroe.
Silenzioso è stata una nostra aggiunto, perché dava l’idea di un soldato che con semplicità, con umiltà si è dedicato al compito che gli  era stato affidato, quello di portaferiti.
Nel post è riportata anche una seconda lettera del capitano Iovene, in cui racconta che nel piccolo cimitero di Versa i commilitoni hanno messo una bella croce di cemento con un’epigrafe sulla sepoltura di Michele. Michele ora riposa nel sacrario militare di Redipuglia.

Tra i post più letti troviamo quello che riporta l’intervista fatta alla signora Maria Marciello (zia Marietta): Tu sai la storia e io i fatti- La guerra vissuta a Valva nei ricordi di una testimone.
Questo è uno dei post dedicati al settembre 1943, un periodo particolare e certamente indimenticabile nella storia di Valva perché per qualche settimana americani e tedeschi si sono fronteggiati proprio qui e i cittadini valvesi si sono rifugiati in montagna e nelle grotte, a partire dalla più celebre, quella di San Michele.
I racconti dei testimoni che sono ancora tra di noi sono molto significativi per ricostruire questa pagina drammatica della nostra storia.
In occasione dell’ottantesimo anniversario di quegli eventi, il nostro blog ha dedicato alcuni post ai ricordi dei valvesi e sta ultimando la creazione di un ebook dal titolo All'ombra delle tue ali.

foto di Valentino Cuozzo

Poi abbiamo il post Giuseppe, dalla Russia al Lager.
E’ la storia di Giuseppe Falcone, che è stato soldato in Russia, è sopravvissuto alla drammatica ritirata e poi, nel settembre 1943, è stato fatto prigioniero dei tedeschi e deportato in Germania.
Negli Archivi Arolsen abbiamo trovato un documento che riporta il nome della località tedesca nella quale Giuseppe ha lavorato dall’11 novembre 1944 al 20 aprile 1945, data nella quale verosimilmente è stato liberato.
Giuseppe è deceduto a Valva nel 1952.


In questo nostro percorso di rilettura, incontriamo una vicenda particolare ed emblematica: due fratelli che combattono la Prima guerra mondiale in due eserciti differenti. Sono i fratelli Michele e Amedeo Catino, il post si intitola Due fratelli alla Grande Guerra in due eserciti differenti.
Michele combatte la guerra con la divisa del regio esercito italiano e cade sul Carso il 29 giugno 1916; riposa al Sacrario Militare di Redipuglia.
Amedeo, emigrato negli Stati Uniti nel 1906, si arruola nell’esercito americano e il 31 agosto 1918 si imbarca per la Francia, dove combatte a Verdun. Una nipote ricorda che i gas respirati in guerra gli avevano provocato problemi di salute e in effetti in alcuni documenti Amedeo Catino risulta wounded in action: espressione utilizzata per i soldati feriti in combattimento.
Alla fine della guerra, Amedeo rientra negli Stati Uniti, dove eserciterà la professione di barbiere fino a quando tornerà in Italia. Morirà a Valva nel 1971.

Molto letto è stato anche il post Sono di nuovo un uomo e non più un numero, uno dei post che il blog “la ràdica” ha dedicato al diario di Giovanni Milanese, internato militare.
Questo post racconta i concitati avvenimenti dell’aprile-maggio 1945, le settimane della liberazione del campo di Wietzendorf, attraverso alcune pagine del diario di Milanese.
Particolarmente significative le osservazioni -lucidamente critiche- del soldato valvese sul comportamento degli ex prigionieri e dei soldati russi; quando pensa al futuro, Giovanni Milanese non sembra molto ottimista.

Forse sarà anche naturale in un paese d’occupazione, specialmente quando questo paese è la Germania, ma sorpassare dei limiti di decenza, per me è assolutamente una cosa indegna. Bisogna rifare l’Italia, ma prima c’è da forgiare l’italiano nuovo 

Penso con terrore all’Italia di domani. […] Io sono sicurissimo che molti non vorranno sottostare a quella che è una legge più che umana, divina: lavorare per mangiare…
Vittorio Valeri, Baracche di Wietzendorf

A metà della nostra classifica troviamo il primo di una serie di post dedicati a una storia che ci ha fatto compagnia nel 2023, la storia di un soldato americano di origini italiane (il papà era un valvese, Antonio Porcelli emigrato negli USA nel 1900). Dopo lo sbarco di Salerno questo giovane soldato è venuto a Valva a conoscere la nonna; a quell’incontro risalgono alcune foto che noi del blog abbiamo visto e a partire dalle quali abbiamo cercato di ricostruire il nome e la vicenda del soldato americano.  Abbiamo individuato il nome del soldato: Henry Porcelli; al nome si sono aggiunti altri elementi della sua vicenda.
Il post 1943: Dopo lo sbarco a Salerno un soldato americano visita la nonna a Valva è risultato il più visualizzato tra quelli dedicati all’argomento, ma quando lo abbiamo pubblicato ancora non conoscevamo il nome del soldato.  
Henry Porcelli è deceduto nel 2010, ultranovantenne.

Siamo molto legati a un post che riteniamo particolarmente significativo per il nostro blog: Cose che vengono a galla: parlando di guerra con un uomo di cento anni.
È l’intervista all’ultimo reduce valvese della Seconda guerra mondiale, pochi giorni prima del suo centesimo compleanno.
Intervistare il signor Giuseppe Feniello è stata un’esperienza sicuramente per il nostro blog.
Nei mesi precedenti, nel novembre 2022, avevamo pubblicato un’altra intervista a cura della nipote Gerardina: I racconti dell'ultimo combattente.
Ci siamo occupati della vicenda di Giuseppe Feniello anche con l’ebook dal titolo L’ultimo soldato, come piccolo regalo per i suoi cento anni.



Sul podio della nostra classifica troviamo due storie relative alla prima guerra mondiale. Carmine, caduto nel vasto uragano di Caporetto racconta la vicenda di Carmine Caldarone.
Caporetto è una battaglia complessa, chiaramente non riguarda un solo giorno e un solo luogo, "vasto uragano" è la definizione data dal famoso corrispondente del Corriere della Sera, Luigi Barzini. Carmine cade il 25 ottobre, non ha ancora venti anni.

Con la sconfitta di Caporetto l’esercito italiano viene messo in rotta e deve ripiegare sul Piave e sul Monte Grappa, abbandonando l’intero Friuli e buona parte del Veneto. La riscossa inizierà già nel novembre 1917, nella prima vittoria sul Piave dopo Caporetto, a Fagaré di Piave, oggi Fagaré della Battaglia in provincia di Treviso.
In questa occasione, il soldato valvese Carmelo Alfano viene decorato con una medaglia d’argento al valor militare. Il soldato parteciperà anche alla battaglia del Solstizio, nel giugno 1918, nel corso della quale otterrà un’altra medaglia ma troverà la morte.
La sua vicenda è raccontata nel secondo post più visualizzato del 2023, Due medaglie sul petto di Carmelo, caduto sul Piave.  
Carmelo Alfano è il fratello di quello che diventerà poi parroco di Valva, don Beppe Alfano.

Il post più visualizzato del nostro blog nel 2023 è risultato essere La signora che ricorda il partigiano di Valva: la storia di un incontro tra Luciana, la nipote del partigiano di Valva Michele Cecere, e la signora Caterina che abita a Pianfei in provincia di Cuneo e ancora ricorda il soldato valvese. La signora Caterina ricorda che Michele lavorava come calzolaio e si era rifugiato vicino casa sua, presso la famiglia AmbrosioDopo l’8 settembre 1943, Michele Cecere si sottrae alla cattura e viene ospitato da una famiglia borghese -come è scritto nei documenti- a Pianfei. Nel luglio 1944 ha preso parte alla lotta partigiana. Il nostro blog ha dedicato diversi post al signor Michele Cecere; abbiamo scoperto anche il giornale Rinascita d'Italia, rivista della sua brigata partigiana, chiaramente pubblicata clandestinamente (alcuni numeri sono stati stampati in un santuario di Mondovì). 


Questi dunque sono stati i dieci post più letti nel 2023. Ovviamente, post pubblicati più tardi -ad esempio in autunno-non hanno ancora raggiunto un numero di visualizzazioni sufficiente per entrare in questa nostra classifica, che si riferisce al periodo gennaio-dicembre.
Grazie a tutti coloro che hanno collaborato con noi in questo lavoro. Continuate a seguirci.
Vi auguriamo una buona rilettura di questi post, nella speranza di aver raccontato storie che meritavano di essere raccontate e che ancora possono essere di insegnamento per noi.
G.V.

07 marzo 2023

LA RADICE E' DONNA

In occasione della Festa della Donna, vi riproponiamo i post che "la ràdica" ha dedicato alle figure femminili.

L'ultima pacchiana

Partiamo da una donna simbolo per Valva: Pasqualina Torsiello (in Cuozzo); con lei, nel 2010 si è chiusa una pagina antica e nobile della nostra storia: è stata l'ultima infatti a indossare il tradizionale abito femminile valvese, quello da "pacchiana".

A zia Pasqualina abbiamo dedicato il seguente post:
👉La pacchiana che chiuse dietro di sé un mondo intero


L'ultima "pacchiana" di Valva in una foto del nipote Giancarlo

La nonna dei valvesi, che è appena andata via

Anche la nonna di Valva, scomparsa a 102 anni, si chiamava Pasqualina e anche lei, ovviamente, per tutti era zia Pasqualina.

Ecco i due post che le abbiamo dedicato:
👉 I racconti di zia Pasqualina
👉Tulipani per zia Pasqualina

Questo è l'episodio del podcast "Il giorno dopo" che abbiamo pubblicato in occasione del suo ultimo compleanno, come piccolo omaggio: 
🎧Tulipani e Maramao

La signora Fernanda Superchi Gaudiosi ha insegnato a Valva per trentatré anni,
anche a studenti che sono poi andati in guerra

Altre donne

Il nostro blog ha dedicato alcuni post anche ad altre donne, legate alle vicende dei soldati e dei prigionieri.

Ci siamo occupati della madre del soldato Carmine Corrado, la signora Caterina Cuozzo, in questi post:

Due post sono stati dedicati alla fidanzata del prigioniero Giovanni Milanese, Michelina, una figura molto presente nel suo diario di prigionia:

Segnaliamo anche il post dedicato ai cognomi materni nell'Ottocento:


Questo post è dedicato alla memoria dell'ultima levatrice di Valva, la signora Iva Bergamini. Tra i suoi molti meriti, uno un po' meno importante: essere stata la prima donna che ha sorriso a chi scrive queste righe.

G.V.

03 febbraio 2023

UN ANNO, INSEGUENDO STORIE DI INTERNATI E CADUTI IN GUERRA

Un passo alla volta...poi crescendo il neonato affinerà caratteri e intenti

Era una bella frase augurale quella che un amico del nostro blog -da lui definito "il neonato" e alla nascita del quale ha contribuito in maniera decisiva- formulava esattamente un anno fa, quando il 3 febbraio 2022 iniziava il nostro lavoro.

Un anno di un lavoro di ricerca che non si è limitato solo ai post ma che ha suggerito anche il progetto del podcast "Il giorno dopo", dedicato alle complesse conseguenze dell'Armistizio reso noto l'8 settembre 1943. Altri progetti sono in cantiere, ovviamente.

Alle 18.36 di quel 3 febbraio veniva "inviato per lo mondo" (un'espressione un po' leziosa che ci consentirete) il primo post, con  un titolo che era e resta per noi significativo: 

👉Un rimpianto e il tentativo di rimediare

Il rimpianto riguarda il passato: della grande famiglia costituita da un piccolo centro, i fili che tengono insieme gli avvenimenti e le persone, attraverso le generazioni, spesso si sono persi; a volte, per fortuna, sono però ancora leggibili o almeno si può provare a ricostruirli.

Il tentativo di rimediare veniva indicato in due ambiti di lavoro: un lavoro di ricerca sui caduti e dispersi della Seconda guerra mondiale, confidando nella memoria orale collettiva, e la ricerca di documenti e testimonianze sui valvesi deportati nei campi di concentramento, i cosiddetti "IMI" (Internati Militari Italiani).

Dopo un anno di lavoro, possiamo tentare un bilancio.

Valva, 1924: inaugurazione del Monumento ai Caduti

Caduti e dispersi della Seconda Guerra Mondiale

Per ogni soldato valvese caduto nella Seconda guerra mondiale, ora abbiamo il fronte e la data. 

In alcuni casi abbiamo ricostruito le vicende post mortem, come ad esempio la struggente storia di 👉Michele Macchia, i cui resti sono tornati a Valva dieci anni dopo la morte sul fronte greco o la vicenda di 👉Carmine Corrado, morto in ospedale durante la prigionia in Austria e sepolto a Mauthausen.

Siamo orgogliosi di aver contribuito a rendere nota la vicenda del partigiano di Valva  👉Michele Cecere.

Molta attenzione è stata riservata alle vicende della guerra in Russia, in particolare alle storie dei due dispersi valvesi: Prospero Annunciata e Raffaele Cuozzo.

Ecco un post che riassume i lavori dedicati all'argomento:

👉Un giorno di gloria che ha dato valore a un'intera vita: il giorno di Nikolajewka

Un anno fa, i nomi con qualche lettera distaccata sulle lapidi del Monumento ai Caduti suggerivano in quel primo post una "riflessione sulla caducità della memoria anche nei luoghi deputati a conservarla".

Il lavoro di ricerca ha fornito un altro e più significativo esempio: il giallo storico costituito dal soldato 👉Michele Cuozzo, di cui abbiamo trovato una scheda dell'Archivio Vaticano (che cita il telegramma inviato al parroco con la notizia della morte sul fronte africano), di cui conosciamo la paternità e addirittura l'indirizzo (via Fontana), ma che non siamo riusciti a identificare, nonostante varie piste ipotizzate.

Valva, Monumento ai Caduti, cerimonia del 4 novembre 1965; fonte 

Ricerca sugli IMI

Ora abbiamo i nomi di ventuno soldati valvesi che sono stati deportati in Germania (e in alcuni casi nella Polonia occupata dai nazisti).

Di alcuni di loro purtroppo sappiamo solo che sono stati fatti prigionieri; di altri abbiamo informazioni più circostanziate: data di cattura, campo di prigionia, data di liberazione.

In questo post, aggiornato, facciamo il punto delle nostre ricerche:

👉I nomi degli internati militari valvesi

Un internato militare valvese ha lasciato un diario, preziosissimo strumento per comprendere vari aspetti dall'argomento: è Giovanni Milanese, al quale abbiamo dedicato già alcuni post e che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti:

Alcuni post sono stati dedicati al compianto Enrico Santovito, l'ultimo internato militare valvese, deceduto nel settembre scorso, sei mesi dopo aver compiuto cento anni. Ecco i principali post a lui dedicati:

Progetto grafico per il podcast Il giorno dopo, elaborato da Eleonora Moretto

Attuali ambiti di ricerca

Seconda guerra mondiale: vorremmo comprendere meglio le vicende dei due dispersi valvesi sarebbe interessante individuare i soldati che sono riusciti a tornare dalla Russia.

Resta da identificare anche uno dei soldati valvesi caduti a Cefalonia, argomento a cui abbiamo dedicato alcuni post e un episodio del nostro podcast:

Imi: non è ancora concluso il lavoro di identificazione dei ventuno soldati valvesi internati militari in Germania. Per uno di loro, Carmine Mastrolia classe 1923, l'unico documento al momento rinvenuto è un'annotazione in un registro del Comune di Valva. 

Se le famiglie degli internati militari vogliono collaborare, possono compilare questo questionario:

👉Questionario ricerca informazioni sugli internati militati

Altre storie

Il blog "la ràdica" si è occupato degli argomenti anche con post di approfondimento, come ad esempio quelli relativi alle condizioni degli internati militari italiani:

Alcuni post hanno avuto come argomento storie legate ad altre guerre: la Prima guerra mondiale, la guerra italo-turca, le vicende risorgimentali e della stagione del colonialismo italiano. 

Particolare rilievo ha avuto anche il tema dell'emigrazione, spesso intrecciata con il dramma della guerra.

In alcuni post abbiamo proposto delle riflessioni sul sistema dei lager, anche con un approfondimento sulla condizione psicologica dei prigionieri, a partire all'importanza della letteratura e della scrittura delle proprie memorie:


Panoramica del campo di Buchenwald

Visualizzazioni e i post più letti

In una anno il blog ha avuto circa 16500 visualizzazioni, con la media di 45 al giorno. Sono numeri certamente contenuti per un blog, ma l'importante è che le storie dei nostri soldati sono state lette e che i lettori abbiano avuto delle informazioni, sia pure a un livello non certamente specialistico, su alcune vicende della Seconda guerra mondiale e sulle condizioni di prigionia degli IMI. 

i più assidui: Stati Uniti, Germania, Irlanda, Francia e Svizzera, Grecia, Albania e Spagna; oltre dodicimila visualizzazioni sono avvenute tramite Facebook, solo poco più di cento tramite Google.

Ecco i post che hanno superato le cinquecento visualizzazioni: 

👉Il giorno in cui nacquero gli IMI [una ricostruzione delle vicende che portarono nel 1943 la Germania a considerare i soldati italiani non "prigionieri di guerra" ma "internati militari italiani"]
👉Raffaele, che non è mai tornato dalla Russia [dedicato alla vicenda del soldato Raffaele Cuozzo, disperso in Russia]
👉I racconti dell'ultimo combattente[un'intervista all'ultimo reduce valvese della Seconda guerra mondiale, il signor Giuseppe Feniello, realizzata dalla nipote Gerardina]
👉Mio carissimo padre [la trascrizione, con commento, della lettera del nostro soldato disperso in Russia
👉Carmine, che riposa a Mauthausen
👉Il partigiano di Valva [dedicato alla figura di Michele Cecere, partigiano]
👉Col sangue, con la libertà: quei no pagati caro
👉Una lettera dal fronte russo [una preziosa lettera di Raffaele Cuozzo alla sua famiglia
👉I racconti di zia Pasqualina [dedicato ai racconti della nonna di Valva, la signora Pasqualina Cuozzo]
👉La pacchiana che chiuse dietro di sé un mondo intero [dedicato alla figura dell'ultima "pacchiana" di Valva, la signora Pasqualina Cuozzo]

Radica di ulivo, foto del restauratore Giancarlo Feniello

Con uno strumento come un blog, questo materiale può essere condiviso perché altri lo utilizzino per scoprire nuove informazioni e nuovi strumenti di ricerca.

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato con il nostro blog in questo anno, in particolare alle famiglie dei caduti e degli internati e a Pinuccio Cecere, che ha fornito un aiuto indispensabile alle ricerche fatte.

Il lavoro di ricerca, continua.


Nel primo post di questo blog, citavo il compianto Salvatore Cuozzo. Mi piace ricordarlo dopo un anno: questo lavoro sarebbe stato più ricco se vi avesse contribuito anche lui. Lo dedico alla sua memoria.

G.V.

🎧 Podcast

Nei seguenti episodi del podcast "Il giorno dopo" ci sono altre informazioni sui valvesi prigionieri o caduti nella Seconda guerra mondiale.