18 settembre 2025

EUGENIO, LA STOFFA DEL MERCANTE

Eugenio Miranda nasce a Valva il giorno di San Biagio, il 3 febbraio 1896.
Suo padre Ferdinando è un mercante di tessuti che proviene dalla zona di Napoli e ha scelto di stabilirsi a Valva insieme a sua moglie Rosa.

In paese è già presente un loro compaesano, che potrebbe essere un parente perché ha lo stesso cognome della madre di Ferdinando e proviene dallo stesso comune, Ottaiano (nella grafia dl tempo): si chiama Luigi Cutolo e si è sposato a Valva -da vedovo- nel 1868.

Eugenio è il secondo figlio di Ferdinando e Rosa: tre anni prima  di lui è nata Luisa.
Quando nasce Eugenio, il papà Ferdinando risulta ancora residente a Ottaiano, segno che il trasferimento a Valva non è ancora definitivo.
Eugenio in guerra
Chiamato alle armi il 22 novembre 1915, il 6 dicembre Eugenio è assegnato al 1° Reggimento Genio "Treno". 
Alla visita militare, nel settembre 1915, Eugenio dichiara di essere carrettiere; sa leggere e scrivere. La sua statura è leggermente inferiore alla media nazionale delle reclute, ma è compensata da un torace robusto. È infatti inserito nella prima categoria, che includeva i giovani che risultavano pienamente idonei al servizio militare e venivano arruolati e destinati al servizio attivo.

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Purtroppo il suo foglio matricolare non è particolarmente ricco di informazioni. 
Infatti, l'annotazione successiva riguarda il pagamento del "premio di congedamento" di 200 lire, ottenuto dal 2° Genio, nel dicembre 1919, dunque a guerra finita.
Durante la Prima guerra mondiale, il 1° e il 2° Reggimento Genio operarono spesso nelle stesse aree montane e lungo il fronte dell’Isonzo, svolgendo compiti differenti ma complementari. Il 1° Genio era principalmente impegnato nella gestione della mobilità ferroviaria e delle operazioni logistiche, indispensabili per i rifornimenti e gli spostamenti delle truppe. Il 2° Genio concentrava le proprie attività nella realizzazione di opere difensive e infrastrutture a supporto dell’artiglieria e delle unità di prima linea.
La sovrapposizione geografica e la natura dei lavori rendevano frequente l’aggregazione temporanea di soldati da un reggimento all’altro. Non era raro, ad esempio, che un militare del 1° Genio fosse assegnato al 2° Genio per la costruzione di ponti, trincee o linee di comunicazione. Questo spiega perché,  come nel caso di Eugenio Miranda, il premio di congedamento potesse risultare attribuito da un reparto diverso da quello di arruolamento originario.
Nelle aree strategiche del Trentino, del Veneto e dell’Isonzo la collaborazione tra i reparti ferroviari e quelli del genio di linea fu continua: questa garantiva approvvigionamenti costanti e la realizzazione di infrastrutture essenziali, elementi determinanti per la tenuta del fronte e il sostegno delle operazioni militari.
Il 22 agosto 1919 a Eugenio sarà concessa la Croce al Merito di Guerra:
Successivamente, "per meriti combattentistici" gli sarà riconosciuto il titolo di Cavaliere dell'Ordine di Vittorio Veneto:
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La famiglia
Il 3 febbraio 1923, proprio nel giorno del suo ventisettesimo compleanno, Eugenio sposa Ersilia Manna.
Il matrimonio è celebrato a Colliano, comune della sposa. Ersilia ha 18 anni ed è figlia di Giacomo (carrettiere) e di Teresa Fornataro (donna di casa). I testimoni che firmano l'atto sono Vincenzo Barletta (sellaio) e Vincenzo Gugliucciello (messo comunale). 
Un dettaglio interessante: tra le firme, c'è anche quella della sposa:
Ersilia Manna
Per la foto, ringraziamo Gina D'Arcangelo

Nel novembre dello stesso anno nasce la loro prima figlia, Rosa.
Nel 1925 arriva il primo figlio maschio, Ferdinando.
Negli anni successivi nascono gli altri figli della numerosa famiglia Miranda.
Eccone sette, in questa bella foto del 1935:
Per la foto ringraziamo Gina D'Arcangelo

Partendo da destra: i due figli più grandi, Rosa e Ferdinando, con i braccio due gemelle: Maria e Fernanda. Al centro c'è Luisa, poi Umberto e Gerardina. 
Non sono ancora nati gli altri quattro figli della famiglia Miranda: Francesco, Ersilio, Michelina e Antonia.

Nei ricordi della famiglia è ancora vivo il nome del piccolo Ersilio e un gesto significativo che risale alla sua morte, il 3 maggio 1944. 
All'uscita del feretro dalla casa posta in corso Vittorio Veneto, alcuni soldati americani -ancora in paese dopo il loro arrivo nel settembre precedente- fanno il saluto militare.
Una storia commerciale
Soldato in guerra, commerciante di tessuti in tempo di pace.
Eugenio -come suo fratello Francesco ("Cicchiello")- continuerà il lavoro del padre Ferdinando.
Il periodo della Seconda guerra mondiale è molto duro, ma Eugenio riesce a garantire alla sua famiglia condizioni relativamente buone: il cibo in tavola non manca mai, anche perché spesso i contadini pagano la sua merce con prodotti della terra.
Eugenio utilizza il suo calesse anche per trasportare turisti dalla stazione di Contursi alla zone delle terme. L'autista, suo dipendente, dorme in paese, nella piccola locanda di Raffaele Megaro.
In questa foto leggiamo la scritta "Ditta Miranda Eugenio":
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Ecco Eugenio, elegante nella sua inconfondibile sciarpa di lana:
Nel prezioso archivio di Gozlinus troviamo una foto con alcuni membri della sua numerosa famiglia:
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In alto, Lorenzo Cozza (che diventerà genero di Eugenio); sotto di lui, Ferdinando che abbraccia la sorellina Antonia; accanto a Ferdinando, il giovane con il berretto è il fratello Umberto. 
L'ultimo ragazzo sulla destra è Mosè Caprio, che sposerà Rosa -la prima figlia di Francesco Miranda- e insieme ai fratelli darà vita a una fortunata attività commerciale nel settore dei tessuti. 

L'ultima immagine
La famiglia Caprio è in ottimi rapporti con la famiglia Miranda. 
Una delle ultime immagini di Eugenio rimaste nella memoria del paese è di grande tenerezza: negli ultimi anni, pur avendo ormai dismesso l'attività, continua a frequentare i mercati con lo stesso spirito di sempre, con il furgoncino guidato da Gigino, uno dei figli della signora Maria Grazia che nel frattempo è diventata venditrice di tessuti.
Eugenio, che ha fatto del commercio la sua vita, non smette mai davvero di esercitarlo: con discrezione e semplicità, si rifornisce dalla “comare” Maria Grazia e va a vendere al mercato.
Non è solo un modo per riempire il tempo: immaginiamo che a spingerlo ci siano la memoria di una vita spesa nel commercio, la fierezza di continuare a sentirsi parte di quel mondo, la fedeltà a una passione ereditata dal padre e che non lo ha mai abbandonato.

Con Eugenio e la sua famiglia abbiamo raccontato un altro capitolo della storia dei Miranda a Valva. Nella prossima puntata racconteremo le vicende di altri membri della famiglia, continuando a tessere il filo dei Miranda nel cuore della Valle del Sele.

Questo capitolo della storia della famiglia Miranda è dedicato alla memoria della signora Antonia, figlia di Eugenio, recentemente scomparsa.

🙏Un sentito ringraziamento ai nipoti di Eugenio Miranda, in particolare a Luigina (Gina) e Michele D'Arcangelo (figli di Rosa, la prima figlia): hanno fornito preziose informazioni e coinvolto anche altri cugini nella raccolta di documenti e ricordi.

Fonti
Per i documenti anagrafici: Portale Antenati
I fogli matricolari sono stati consultati o richiesti all'Archivio di Stato di Salerno.
Anche il blog Gozlinus si è occupato della famiglia Miranda in diversi post.
La ricostruzione delle vicende del Genio militare è stata fatta con il supporto di ChatGPT, assistente AI di OpenAI.

G.V.

16 settembre 2025

CONFETTI IN TEMPO DI GUERRA

Sposarsi durante la guerra: un atto di coraggio.
Esaminiamo il caso di Valva.
Negli anni della Grande Guerra notiamo un calo progressivo del numero di matrimoni celebrati in paese, come dimostra la seguente tabella:

Anno

Numero di matrimoni celebrati

1914

16

1915 
(l’Italia entra in guerra il 24 maggio)

7

1916

6

1917

3

1918 
(la guerra finisce il 4 novembre)

2

1919

14

Il grafico ci aiuta a visualizzare ancora meglio la dinamica del fenomeno:

 

Possiamo ipotizzare diverse cause per spiegare il fenomeno.
Innanzitutto, la mobilitazione dei giovani uomini riduce sensibilmente la popolazione maschile in età da matrimonio.
A ciò si aggiunge l'incertezza economica legata alle difficoltà portate dalla guerra.
Non va sottovalutata la dimensione sociale che fa da sfondo a un matrimonio. In un paese in cui arrivano le notizie di caduti al fronte o in cui tornano a casa giovani mutilati è difficile fare festa. E' possibile che alcuni soldati si siano sposati durante i periodi di licenza, ma questo è un aspetto che stiamo ancora approfondendo.
La Seconda guerra mondiale
Più complesso da analizzare il dato relativo alla Seconda guerra mondiale.
Anche in questo caso possono esserci utili una tabella e un grafico:

Anno

Numero di matrimoni celebrati

1939

17

1940 
(l’Italia entra in guerra il 10 giugno)

13

1941

6

1942

14

1943 
(a settembre a Valva ci sono tedeschi e americani)

10

1944

7

1945 
(la guerra in Italia finisce a maggio)

8

Inizialmente si registra il calo progressivo che abbiamo già osservato nella guerra precedente; poi c’è un dato che inverte la tendenza: il 1942, con ben quattordici matrimoni, otto in più dell’anno precedente. 
Come spiegare questo dato?
Forse possiamo ipotizzare che alcuni matrimoni siano stati celebrati come scelta “di urgenza”, in vista della partenza al fronte o in un momento percepito come particolarmente incerto.
A dimostrarlo c'è l'età media molto bassa degli sposi e ci sono alcuni casi di giovani legati alla guerra. 
Ad esempio, Mastrolia Carmine di Federico, classe 1923, il 18 aprile 1942 sposa Giovanna Zaccardi. Sarà catturato l'8 settembre 1943 e diventerà un internato militare in Germania.
Nel mese di luglio Vincenzo Spatola di Serafino sposa Maria D'Amato, figlia di Donato: quest'ultima è la cugina di Henry Porcelli. Li vediamo in questa foto:
Vincenzo, Maria e Serafino moriranno a Castelnuovo di Conza nel terremoto del 1980. A loro abbiamo dedicato il post👉 Storie come strade.
Il 4 ottobre, Michele Macchia di Sabato sposa Esterina Strollo di Vito. Michele morirà il 17 agosto del 1943, in Grecia.
A lui abbiamo dedicato diversi post.
Non risultano matrimoni per procura nel 1942. 
Almeno uno degli sposi non è in attesa della chiamata alle armi, avendo più di cinquanta anni.
Nei due anni successivi i matrimoni continuano a calare, per riprendere nel 1945 (la guerra finisce nel mese di maggio).
Particolarmente interessante è il 1943.
I matrimoni celebrati sono dieci.
Nel mese di marzo si celebra il matrimonio di Flavio Caldarone e di Francesca Del Monte. Di Flavio ci siamo occupati in due post: 👉La guerra infinita: la storia di Flavio, liberato in Francia e      👉Flavio, liberato nell'alba della riscossa europea.
Il 13 aprile gli sposi sono Vincenzo Tagliamuro di Pasquale, medico condotto, e Gorizia Figurelli del fu Pasquale. La sposa è un'insegnante: a lei abbiamo dedicato il post 👉Nel nome di Gorizia, sogno patriottico e morte al fronte.
Il 5 agosto si sposano Oscar D'Aniello, impiegato, e Cristina Conversano, dottoressa in lettere: gli sposi sono di Eboli.
Le settimane che seguono sono drammatiche per il Sud Italia, soprattutto per la Campania e per Valva.
Con tedeschi e americani in zona, è comprensibile che non ci siano matrimoni.
Nel mese di novembre, il podestà Emilio Foselli registra due atti.
Pasquale Torsiello fu Sabato e Pasqualina Cuozzo fu Michele si sono sposati il 5 novembre. Pasqualina diventerà la nonna dei valvesi e supererà il bellissimo traguardo dei cento anni. Il nostro blog ha avuto l'onore di dedicarle diversi postt.
Qualche giorno prima si erano sposati Michele Perrone, nato negli Stati Uniti e residente a Colliano, e Lucia Cacciatore, nato a Taranto. I valvesi ricordano bene la madre della sposa: la signora Maria Genga, comunemente indicata col cognome del marito, anche lei giunta oltre il traguardo dei cento anni. A lei il blog "Gozlinus" ha dedicato un 👉post in occasione delle elezioni del 1993, quando la signora Maria si recò al seggio alla veneranda età di 102 anni.

I matrimoni celebrati durante la guerra sono atti di coraggio, dicevamo.
Ricordarli oggi significa rendere onore non solo alla voglia di vivere di quei giovani, ma anche la capacità di una comunità di resistere al dolore, guardando al domani in tempi difficili.

🙏Un grazie ad Anna Lisa Del Monte, che ha suggerito al nostro blog questo tema da approfondire.
G.V.

12 settembre 2025

LA LEVATRICE E L'EROE DELL'11 SETTEMBRE

Uno degli eroi dell'11 settembre è certamente Daniel Nigro, capo dei vigili del fuoco di New York.

Daniel Nigro a Valva, davanti alla porta della casa
dei suoi antenati, il 29 ottobre del 2002; fonte: Gozlinus

La sua famiglia è originaria di Valva, ma il cognome viene da Rionero in Vulture.
Donato Nigro vi nasce infatti il 29 dicembre 1843, da Vincenzo Nigro di Volpe e Maria Michela Cardone.
Il suo comune di leva risulta Valva, dunque possiamo ipotizzare che vi si sia trasferito prima dei venti anni.
Dichiara di essere un tavernaio, che è anche la professione del padre.
Sposa Filomena Feniello, di Giacomo, probabilmente nel 1865.
Abitano in via Fontana.
Alfonso Vincenzo Maria nasce il 22 gennaio 1866.
Oltre al padre Donato, il suo atto di nascita è firmato da Abdon Freda (portantino) e da Federico Merolla di Biase (studente).
Si noti che il nome Biase diventerà Biagio e sarà portato da un nipote morto nella Prima guerra mondiale.
Rebecca Isabella nasce il 18 marzo 1870.
Assistono all'atto di nascita, anche se non lo firmano, Angelo Maria Torsiello del fu Pietro, bracciale, e Salvatore Spatola del fu Lorenzo, ferrajo (il mestiere di fabbro sarà associato ancora per anni alla famiglia Spatola).
Rebecca diventerà la levatrice del paese.
G.V.