23 settembre 2026

MINENTE, UN COMPLEANNO DI LIBERTÀ

Minente Figliulo nasce a Valva il 23 settembre 1920, figlio di Michele e di Maria Corrado.
Supera la visita militare il 22 aprile 1939; l'11 agosto dello stesso anno viene ammesso "all'eventuale congedo anticipato per il titolo di cui all'art. 85 del vigente testo unico delle leggi sul reclutamento". 
In pratica, si tratta della facoltà di concedere il congedo anticipato al militare i cui genitori abbiano avuto altri cinque figli, maschi o femmine, nati vivi e vitali, di nazionalità italiana, anche se nel frattempo deceduti, a condizione che almeno due di essi abbiano prestato o prestino servizio militare.

La famiglia Figliulo è così numerosa che a Valva è diventata quasi proverbiale: ancora oggi, scherzosamente, viene usata come paragone per indicare un gruppo particolarmente numeroso.
La nostra ricerca è ancora in corso. Per ora ci soffermiamo su alcuni dei fratelli maggiori di Minente. Mario, classe 1915, assegnato alle truppe del presidio di Zara e collocato in congedo prima dell'inizio della Seconda guerra mondiale. Guerino, classe 1918, assegnato al  46° Reggimento Fanteria,  congedato nel 1944;  Redente, classe 1922, assegnato all' 11° Corpo Sanità a Udine e  "sbandato" dopo l'8 settembre 1943.

Dal foglio matricolare di Minente emergono anche alcune curiosità. Alla visita militare dichiara di aver conseguito la quinta elementare e di essere supplente postale.
Minente Figliulo; fonte: Gozlinus
La guerra
Poi arriva la guerra e, nonostante la possibilità di un congedo anticipato prevista dalla normativa, anche Minente viene chiamato alle armi, il 4 gennaio 1941.
È assegnato all'8° Reggimento Genio e fin dall'inizio lo troviamo in un territorio dichiarato in stato di guerra. Alla fine di febbraio viene ricoverato all'ospedale militare di Roma; il 18 aprile risulta promosso al grado di geniere scelto.
La sua professione sembra suggerire la scelta di impiegarlo nel settore delle comunicazioni: viene infatti assegnato alla 42ª Compagnia Telegrafisti. Dopo ulteriori trasferimenti, nel giugno 1942 lo troviamo a Cagliari.
In Grecia
Dal 18 novembre 1942 al 20 febbraio 1943 Minente Figliulo partecipa alle operazioni di guerra in Balcania, nei territori greco-albanesi, con l'87ª Compagnia Genio Telegrafisti.
Possiamo essere un po' più precisi grazie a una sua testimonianza: è stato in Grecia.
Nel febbraio 1943 viene inviato in licenza speciale per gravi motivi di famiglia: quindici giorni, oltre al viaggio.
La consultazione dei registri dei morti e dei matrimoni relativi a quelle settimane, però, non ci consente per ora di scoprire di più.
Minente rientra al corpo il 7 marzo 1943 e rimane in guerra fino all'8 settembre 1943. 
La cattura e la deportazione
Il 9 settembre viene catturato dai tedeschi e condotto in Germania. 
In una sua testimonianza scrive:

prigioniero nel campo di concentramento dei prigionieri di guerra in Dortmund e successivamente al campo di lavoro di Andsberg ove in primo momento fui applicato al taglio di legname in montagna e successivamente in fabbrica fino alla fuga.

È verosimile che la seconda località citata sia Arnsberg.
Proviamo allora a ricostruire le vicende dei luoghi nei quali Minente trascorse la prigionia.

Lo Stalag VI/D fu istituito il 30 settembre 1939 a Dortmund, nelle immediate vicinanze della Westfalenhalle. Era un campo per prigionieri di guerra dell'esercito tedesco e, dal dicembre 1942, divenne il centro amministrativo degli Arbeitskommandos impiegati nel distretto di Arnsberg, del quale faceva parte anche Dortmund.
Vi furono internati soprattutto prigionieri francesi, polacchi e sovietici e, dalla fine dell'estate del 1943, anche numerosi militari italiani. I prigionieri venivano assegnati a distaccamenti di lavoro e impiegati nell'industria, nelle miniere e in altre attività pesanti.
Le condizioni di vita erano molto dure: baracche sovraffollate, scarsità di letti e coperte e giornate lavorative che potevano durare fino a 16 ore. 
Dortmund fu duramente colpita dai bombardamenti alleati: tra il 1940 e il 1945 ne subì 176 e circa il 95% del centro storico venne distrutto.
Il 13 aprile 1945 la città fu conquistata dalle truppe americane. Furono liberati anche 4.070 prigionieri di guerra di 13 nazionalità.

La liberazione
È più difficile ricostruire nei dettagli la fuga di cui si parla. Secondo la memoria di famiglia, durante i bombardamenti le porte del campo venivano aperte e, in un'occasione, Minente ne avrebbe approfittato per allontanarsi senza fare più ritorno, rifugiandosi presso le truppe americane.
Anche sulla sua liberazione abbiamo due date diverse: il 4 aprile e l'8 maggio 1945. È possibile che la data del 4 aprile si riferisca alla sua liberazione individuale, mentre l'8 maggio indichi la liberazione formale dalla prigionia.
Viene rimpatriato tardi, il 23 settembre 1945, proprio nel giorno del suo venticinquesimo compleanno. È solo una coincidenza, naturalmente, ma dopo anni di guerra e di prigionia sembra quasi un piccolo segno di rinascita.
Gli anni dopo la guerra
Nel 1966 gli vengono conferite due Croci al merito di guerra.
Minente Figliulo lavorerà nelle Poste e si impegnerà anche nell'amministrazione comunale: prima come consigliere comunale, poi come sindaco, dal 1970 al 1972.
Dopo le elezioni del 22 e 23 novembre 1964, si insedia il Consiglio Comunale. Nella foto, il gruppo di minoranza: Minente Figliulo è il consigliere seduto. Gli altri, da sinistra, sono Giuseppe Marciello, Michele Spatola, Pasquale Volturo e Armando Salvia.
In questa bella foto, risalente al 1968, Minente è in compagnia di altri due sindaci di Valva:
Minente Figliulo è il primo da sinistra. Al centro, Goffredo Corona, sindaco dal 1964 al 1965.  L'ultimo a destra è Onofrio Verginiello, sindaco dal 1946 al 1952.

Fonti consultate:
Bunker Dortmund, sito dedicato alla storia della città di Dortmund durante la Seconda guerra mondiale e alla memoria dei suoi luoghi di guerra.
Sito della Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge, associazione che registra, conserva e cura i cimiteri di guerra in Germania.

La testimonianza di Minente Figliulo è contenuta in un documento che ci è stato fornito dal figlio Pompeo, che ringraziamo per la preziosa collaborazione.
G.V.