18 aprile 2026

VALVA AL VOTO: 18 APRILE 1948

In un clima di forte tensione, il 18 e il 19 aprile 1948 si tengono le prime elezioni politiche dell'Italia repubblicana.
Il contesto storico-politico
Dopo la Liberazione, il clima di collaborazione tra le forze antifasciste ha lasciato rapidamente spazio a una dura contrapposizione ideologica, accentuata dal contesto internazionale della Guerra Fredda. 

L'Italia al bivio

In un Paese ancora segnato da gravi difficoltà economiche e sociali, gli aiuti per la ricostruzione ricevuti dagli Stati Uniti, il cosiddetto "Piano Marshall", hanno rafforzato la posizione della Democrazia Cristiana e portato, nel 1947, all’esclusione di comunisti e socialisti dal governo. 
Lo scontro politico nelle piazze è intenso, mentre l’Assemblea Costituente conclude i propri lavori con l’approvazione della Costituzione nel dicembre 1947.
Alle elezioni del 1948 la Democrazia Cristiana ottiene un risultato straordinario, conquistando la maggioranza assoluta dei seggi e affermandosi come principale punto di riferimento dell’elettorato anticomunista. 

Sul fronte opposto, il Fronte Democratico Popolare — che riunisce comunisti e socialisti — subisce una netta sconfitta, fermandosi intorno al 30% dei voti, anche a causa della scissione socialdemocratica guidata da Giuseppe Saragat. 
La destra, ancora frammentata tra diverse forze, registra risultati complessivamente modesti.
Il voto a Valva
A Valva, la partecipazione elettorale risulta molto elevata, come era stato anche per il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, giorno in cui oltre a scegliere tra monarchia e repubblica i cittadini erano stati chiamati a eleggere i loro rappresentanti all'Assembla Costituente.
Alle elezioni per la Costituente a Valva avevano votato 1.017 elettori su 1.161 (87,60%), mentre alle politiche del 1948 i votanti salgono a 1.111 su 1.175 (94,55%) per la Camera e a 1014 su 968 (95,46%) per il Senato, segnando un ulteriore aumento dell’affluenza. 
I risultati
Dal portale Eligendo, del Ministero dell'Interno, ricaviamo i risultati di quella consultazione.

CAMERA 
Si votava al compimento della maggiore età: 21 anni.
Valva è nella circoscrizione Benevento-Avellino-Salerno.

Liste/gruppi

 

voti

%

% provincia

DC

510

47,44

52,51

FRONTE DEMOCRATICO POPOLARE

186

17,30

16,51

MOVIMENTO NAZIONALISTA DEMOCRATICO SOCIALE

149

13,86

4,18

MSI

91

8,47

2,52

BLOCCO NAZIONALE

75

6,98

7,32

PARTITO NAZIONALE MONARCHICO ALLEANZA DEL LAVORO

24

2,23

13,20

UNITA’ SOCIALISTA

20

1,86

2,03

PARTITO CRISTIANO SOCIALE

7

0,65

0,30

BLOCCO POPOLARE UNIONISTA

5

0,47

0,24

PRI

4

0,37

0,85

PARTITO CONTADINI D’ITALIA

2

0,19

0,07

UNIONE MOVIMENTI FEDERALISTI

2

0,19

0,26

MOVIMENTO UNITA’ D’ITALIA

0

0

0,02

 

Totali

 

1075

 

 

Elettori: 1174                    Votanti 1111 (94,55%)
Schede bianche: 8            
Schede non valide (bianche incluse): 36

I risultati di Valva sono sostanzialmente sovrapponibili ai risultati della provincia di Salerno, con alcune eccezioni: l’ottimo risultato del Movimento Nazionalista Democratico Sociale e la buona affermazione del Movimento Sociale Italiano. Al di sotto dei dati provinciali si colloca invece il Partito Monarchico.
Accanto ai risultati più prevedibili, il voto a Valva presenta alcune curiosità significative, a cominciare dall’ottima affermazione del Movimento Nazionalista Democratico Sociale, ben oltre la media provinciale e nazionale. 
Infatti, il movimento raccoglie complessivamente lo 0,21%, ma il suo consenso risulta fortemente concentrato in alcune aree specifiche: nella circoscrizione Salerno–Avellino–Benevento ottiene 19.327 voti (2,41%) e in diversi centri locali raggiunge percentuali particolarmente elevate. 
Oltre al buon risultato di Valva, a Buccino arriva a 568 voti (17,12%), mentre a Santomenna si afferma come secondo partito con 37 voti, sebbene a grande distanza dalla Democrazia Cristiana, che ne ottiene 606.

SENATO 
Età minima richiesta: 25 anni.
Valva è inserita nel collegio di Eboli.

Liste/gruppi

 

voti

%

%

regione

DC

362

40,22

46,42

SOCIALCOMUNISTI

200

22,22

19,07

BLOCCO NAZIONALE

191

21,22

11,98

MOVIMENTO NAZIONALISTA DEMOCRATICO SOCIALE

147

16,33

1

 

Totali

 

900

 

 

Elettori: 1014                          Votanti 968 (95,46%)
Schede bianche: 26                Schede non valide (bianche incluse): 68

Non abbiamo i dati della provincia di Salerno né del collegio di Eboli. Negli altri collegi della Campania ci sono altre liste, non presenti in quello di Eboli.
Analisi del voto valvese 
Il quadro elettorale di Valva nelle consultazioni del 1948 evidenzia una forte partecipazione al voto e una netta prevalenza dei grandi schieramenti nazionali, in linea con la dinamica politica italiana dell’epoca, ma con alcune specificità locali di rilievo.
È utile ricordare che nel referendum istituzionale del 2 giugno 1946 Valva aveva espresso una netta preferenza per la monarchia, che aveva ottenuto i due terzi dei consensi, segnalando una inclinazione conservatrice degli elettori.
Nel 1948 la Democrazia Cristiana si afferma come primo partito pur con un risultato leggermente inferiore rispetto alla media provinciale.
Nel loro insieme, la Democrazia Cristiana e il Blocco Nazionale esprimono a Valva un’area elettorale moderata e anticomunista, che unisce il voto cattolico della DC a componenti liberal-conservatrici e monarchiche.
Quest’area vale il 55% alla Camera e il 60% al Senato. 
Il Fronte Democratico Popolare ottiene un consenso significativo ma non decisivo, riflettendo la presenza, seppur minoritaria, dell’elettorato di sinistra (nel 1946 il PSIUP  e il PCI avevano ottenuto complessivamente quasi il 30%).

L’area di sinistra, considerando il Fronte e Unità Socialista, si ferma a poco meno del 20% alla Camera, mentre i Socialcomunisti al Senato raggiungono il 22%. 
Nel complesso, si registra un calo rispetto al 1946.

Il dato più rilevante emerge dall’area della destra e delle liste minori.
Il Movimento Nazionalista Democratico Sociale registra -come abbiamo visto- un risultato decisamente superiore rispetto ai valori provinciali e nazionali. È plausibile ipotizzare la presenza di un radicamento locale favorito dall’attività di candidati o promotori particolarmente attivi in zona, come suggeriscono anche i risultati in alcuni comuni limitrofi (ad esempio Buccino).
Sul piano ideologico, questo movimento si colloca nell'area della destra sociale e nazionalista, promuovendo valori come ordine, lavoro  giustizia. Il simbolo scelto, l'aquila romana, è un richiamo evidente e un immaginario patriottico e nazionalista.
Anche il Movimento Sociale Italiano ottiene un risultato superiore alla media provinciale, segnalando una presenza non trascurabile dell’elettorato di destra radicale.
Al contrario, il Partito Monarchico e alcune liste minori risultano significativamente più deboli rispetto ai dati provinciali.
Complessivamente intesa, questa area si attesta a circa il 22% alla Camera, mentre al Senato, in mancanza di liste di riferimento, i voti si distribuiscono tra il Blocco Nazionale (che passa dal 7% della Camera al 21%) e il Movimento Nazionalista Democratico Sociale (in leggero miglioramento rispetto alla Camera).

I manifesti elettorali qui riprodotti sono tratti dal Catalogo Generale dei Beni Culturali.

G.V.


09 aprile 2026

DONATO E L'ITALIA LIBERI LO STESSO GIORNO

La storia della famiglia D’Arcangelo è un intreccio di dolore e rinascita. Dalle campagne del Tarantino, tra masserie e lavoro agricolo, fino all'azienda agricola del marchese a Valva, i D’Arcangelo attraversano profondi cambiamenti, restando sempre uniti da una forte identità familiare. 
È proprio da questo lungo percorso, fatto di sacrifici e resilienza, che emergono le vicende della Seconda guerra mondiale.
Due cugini, entrambi di nome Donato D’Arcangelo, vengono fatti prigionieri durante il conflitto. 
In questo post ci occupiamo di uno di loro: Donato, nato nel 1919, catturato sul fronte greco e internato in Germania.

Donato nasce a Valva il 20 dicembre 1919 da Pietro D’Arcangelo e Maria Del Plato.

Pietro è nato a Valva nel 1886, un anno dopo il matrimonio dei suoi genitori. Il papà Donato si era trasferito a Valva dopo la morte della moglie e del loro figlioletto Pietro. Il nome Donato sarà dato a un bambino nato nel 1911, che però morirà a soli cinque anni. Nel 1912 nasce Francesca, nel 1914 Laura Caterina Maria, la "zia Lauretta" di cui abbiamo parlato nel post L'amore ai tempi della guerra 
Altre figlie saranno Margherita ("Titina") e Raffaela ("Filuccia").                 
Francesca, sua figlia Anita, Donato e Raffaela emigreranno in Argentina, insieme ad altri membri della famiglia D'Arcangelo, tra cui Giuseppe, fratello di Pietro.

Il soldato Donato 
Nel suo foglio matricolare leggiamo che Donato sa leggere e scrivere (ha la quarta elementare) e lavora come falegname. Di statura media (circa 1,67 m), con capelli castani lisci, occhi castani e colorito bruno, presenta i tratti tipici della popolazione rurale del tempo. Il suo volto è descritto come ovale, con naso greco: dettagli che restituiscono un’immagine concreta e viva del giovane.
Chiamato alle armi nel 1941, viene arruolato nella fanteria, prestando servizio presso un deposito militare. 

La nostra ricostruzione
Il foglio matricolare fornisce informazioni essenziali ma limitate; integrandole con fonti storiche generali sul reggimento e sulla situazione in Grecia, è possibile tentare una ricostruizione plausibile delle vicende del soldato Donato.
Donato viene chiamato alle armi il 29 ottobre 1941, presentandosi in anticipo al distretto militare per svolgere la leva come allievo musicante
Inizialmente è assegnato al deposito del 7º Reggimento Fanteria a Milano, dove svolge la formazione di base e le prime attività di leva.
Successivamente, come molti soldati italiani, Donato viene trasferito in territorio dichiarato in stato di guerra
Il 22 luglio 1942 raggiunge il reparto mobilitato in Grecia, dove il 7º Reggimento era impegnato come unità di occupazione e controllo del territorio
L’Italia, dopo la campagna del 1940‑41 contro la Grecia, manteneva diverse truppe dislocate nel paese per presidi e operazioni anti‑partigiane; il Reggimento “Milano” operava soprattutto nella Tessaglia, con base nella zona di Larissa e nelle aree interne.
Nei mesi successivi, Donato svolge probabilmente servizio di presidio e controllo, vivendo una realtà fatta di pattuglie, presidi nei centri abitati e gestione del territorio occupato. 
Tuttavia, la situazione cambia radicalmente con l’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre 1943. In tutta la Grecia continentale i reparti italiani vengono improvvisamente disarmati dalla Wehrmacht: il 7º Reggimento “Milano”, come molti altri, si dissolve sotto la pressione tedesca. 
Donato viene quindi catturato dai tedeschi. Conosciamo la data della sua cattura: il 15 settembre 1943.

Vita nel Lager
Non disponiamo di testimonianze dirette né dei ricordi personali di Donato. Possiamo però tentare una ricostruzione dei suoi mesi di prigionia in Germania, basata sugli studi storici e sulle numerose testimonianze di Internati Militari Italiani, di cui spesso il blog "la ràdica" si è occupato. 
Dopo la cattura in Grecia, Donato viene trasferito come IMI nei Lager tedeschi, dove affronta un anno e mezzo di condizioni estremamente dure: freddo, fame, sovraffollamento, malattie e lavori estenuanti in miniere, fabbriche e aziende agricole, con turni di 12‑14 ore e -secondo alcune testimonianze- un solo giorno di riposo al mese. 
Malgrado percosse, insulti e la costante pressione psicologica, gli internati trovano forza nella solidarietà, nella fede e nell’ingegno personale: è verosimile che anche Donato, come molti dei suoi compagni, abbia affrontato quotidianamente queste privazioni e sofferenze, fino alla liberazione del 5 aprile 1945, quando viene liberato dalle forze alleate.
Rientrato in Italia, si presenta al distretto militare di Salerno il 25 aprile 1945: è una data storica per l'Italia, che celebra la sua liberazione dall'occupazione nazifascista, con l'insurrezione di Milano.
Donato e l'Italia sono finalmente liberi, lo stesso giorno.

Un album italo-argentino
La vita di Donato proseguirà in Argentina.
Da lì, sua figlia Silvana e José Maria  -cugino di Donato perché figlio di Giuseppe D’Arcangelo -ci hanno inviato alcune foto, che pubblichiamo volentieri:

In questa foto Donato è il signore in prima fila senza occhiali, l'altro è Giuseppe D'Arcangelo, suo zio (è infatti fratello di Pietro e di Michele, che è il papà di un altro soldato prigioniero, anche lui di nome Donato).

In questa altra foto, che risale al 1977, vediamo Donato con i baffi; al centro, José Maria, figlio di Giuseppe D'Arcangelo; a sinistra Francesca, sorella di Donato. La moglie di Donato, Giuseppina (Peppina) è già deceduta. Dietro, con gli occhiali, la mamma di José Maria. Donato è stato il padrino di battesimo di José Maria.

Un sentito ringraziamento a due valvesi che vivono in Argentina: la signora Silvana D'Arcangelo, figlia di Donato e il signor José Maria D'Arcangelo, figlio di Giuseppe.
Rinnoviamo il nostro ringraziamento a Gina D'arcangelo per la consueta, preziosissima, collaborazione.



Approfondimento
Nel post Le radici e la guerra abbiamo raccontato le vicende del capostipite, Donato, che lascia la Puglia per trasferirsi a Valva. 
Nel post Primavera di rinascita, la famiglia D'Arcangelo a Valva abbiamo raccontato il nuovo capitolo della sua vita, tra il lavoro nella villa del marchese d'Ayala-Valva e la costruzione di una nuova famiglia, a Valva. 
 
                                                                                                                        G.V.