Nella Seconda Guerra Mondiale Laviano ha perso sedici soldati, metà dei quali in un'età compresa tra i 19 e i 24 anni.
Questo è un tentativo di dare ai nomi una storia.
Nel 1940 quattro lavianesi muoiono nell'arco di appena 26 giorni, su due diversi teatri di guerra: in Africa Settentrionale e sul fronte greco-albanese.
Tra la fine di novembre 1942 e il febbraio 1943 muoiono altri sei soldati, cinque dei quali sul fronte russo, durante una delle fasi più drammatiche della guerra.
Tra i soldati lavianesi morti in prigionia emergono due casi particolari, che aiutano a comprendere le diverse vicende seguite alla cattura.
Ernesto Carchio, nato il 28 maggio 1894, muore in India il 26 settembre 1943, dopo essere stato fatto prigioniero dagli inglesi sul fronte africano. La sua vicenda testimonia la sorte di molti militari italiani catturati dagli Alleati e trasferiti in diversi Paesi dell'Impero britannico.
Ernesto Carchio ha combattuto anche nella Grande Guerra. Stiamo cercando di ricostruire la sua vicenda, ma i documenti che abbiamo consultato ci aiutano solo parzialmente (un suo foglio matricolare si ferma al 1915 ma rimanda a un secondo foglio che non siamo ancora riusciti a individuare).
Giovanni Cifrodelli, nato il 27 ottobre 1908, muore in Germania a guerra ormai finita, il 12 maggio 1945.
La sua vicenda merita un approfondimento perché le fonti non sono concordi.
Altri tre risultano dispersi nei mesi precedenti: Francesco Lupo, nato il 30 giugno 1920, il 30 novembre 1942; Angelo Ciottariello, nato il 7 settembre 1921, l’11 dicembre 1942. Alessandro De Vivo Ciottariello, nato il 13 gennaio 1922, è ritenuto disperso in Russia per combattimento, in un periodo imprecisato "da novembre a dicembre" (altre fonti indicano la data, forse simbolica, del 31 dicembre). Era arrivato in Russia il 15 ottobre, nel 31° Reggimento Fanteria mobilitato ("Torino").
Cinque lavianesi risultano dispersi in Russia.
Fronte greco-albanese
Il nostro blog ha già raccontato la storia di Pietro Borriello, che aveva il nome di uno zio materno caduto nella Grande Guerra. Nato il 22 dicembre 1916, Pietro è caduto in Albania il 5 dicembre 1940.
Quindici giorni dopo cade, sempre in Albania, Vito Salandra. Era nato il 3 novembre 1919.
Vincenzo Ceriello, nato il 4 marzo 1923, è caduto in Grecia il 22 febbraio 1943. Si trovava in Balcania dal novembre 1942; stiamo cercando di localizzare con precisione il luogo in cui è avvenuto il combattimento che è stato fatale al giovanissimo lavianese; per ora sappiamo solo che l'atto di morte è stato redatto dall'Ospedale militare da campo n.80.
Merita un approfondimento particolare la vicenda di Vincenzo Robertiello, nato il 21 dicembre 1920 e ritenuto disperso a Creta l'8 settembre 1943.
È proprio il giorno dell'annuncio dell'armistizio: nei giorni e nelle settimane successive, nei Balcani e negli altri territori occupati, i militari italiani vengono attaccati dalle truppe tedesche, uccisi oppure catturati e deportati nei campi di prigionia in Germania. Vincenzo Robertiello è dunque una delle prime vittime italiane di quella drammatica situazione, che segna per i soldati italiani il passaggio dalla guerra al fianco della Germania alla lotta contro l'ex alleato. Una prima forma di Resistenza.
Il fronte italiano
Due lavianesi sono morti sul fronte italiano, nell'estate 1943.
Emilio Robertiello, nato il 2 aprile 1924, risulta caduto il 4 agosto; Vincenzo Torluccio, nato il 19 novembre 1923, risulta disperso proprio l'8 settembre a Udine.
Due lavianesi sono morti sul fronte italiano, nell'estate 1943.
Emilio Robertiello, nato il 2 aprile 1924, risulta caduto il 4 agosto; Vincenzo Torluccio, nato il 19 novembre 1923, risulta disperso proprio l'8 settembre a Udine.












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