20 settembre
Giornata degli Internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale(Legge n. 6, del 13 gennaio 2025)
Giornata degli Internati italiani
Quasi un sentiero luminoso.
Così vorrei ricordare i miei concittadini che ebbero il coraggio di dire NO ai tedeschi.
L’idea mi è venuta osservando nel centro di Monaco di Baviera un vicolo chiamato Viscardigasse, che durante il regime nazista divenne simbolo di una resistenza silenziosa: un piccolo passaggio utilizzato da chi rifiutava il saluto nazista obbligatorio davanti al monumento dedicato ai “martiri del movimento”. Alcune guardie armate lo imponevano ai passanti, e chi non voleva obbedire allungava il percorso passando per quel vicolo. Oggi, una sottile striscia dorata nel pavimento ricorda quell’atto di disobbedienza civile.
Così vorrei ricordare i miei concittadini che ebbero il coraggio di dire NO ai tedeschi.
L’idea mi è venuta osservando nel centro di Monaco di Baviera un vicolo chiamato Viscardigasse, che durante il regime nazista divenne simbolo di una resistenza silenziosa: un piccolo passaggio utilizzato da chi rifiutava il saluto nazista obbligatorio davanti al monumento dedicato ai “martiri del movimento”. Alcune guardie armate lo imponevano ai passanti, e chi non voleva obbedire allungava il percorso passando per quel vicolo. Oggi, una sottile striscia dorata nel pavimento ricorda quell’atto di disobbedienza civile.
Vorrei dedicare un sentiero simile ai miei concittadini internati militari in Germania, uomini che hanno sofferto la prigionia e lo sfruttamento lavorativo ma che non hanno abbassato la testa, non hanno accettato di "optare" per la Repubblica di Salò o per l'esercito tedesco.
Un sentiero di cubetti di porfido dorati, che guardi verso la montagna di San Michele o verso il fiume Sele; verso la chiesa o verso il cimitero; verso il monumento ai caduti -loro fratelli- o verso le campagne che hanno visto il sudore e i sacrifici di questi soldati, sia quando erano giovani prima e partivano per la guerra, sia quando sono ritornati dalla prigionia.
Non so di preciso quanti siano stati. Ho fatto tre anni e mezzo di ricerche e ne ho individuati venticinque.
Un sentiero di cubetti di porfido dorati, che guardi verso la montagna di San Michele o verso il fiume Sele; verso la chiesa o verso il cimitero; verso il monumento ai caduti -loro fratelli- o verso le campagne che hanno visto il sudore e i sacrifici di questi soldati, sia quando erano giovani prima e partivano per la guerra, sia quando sono ritornati dalla prigionia.
Non so di preciso quanti siano stati. Ho fatto tre anni e mezzo di ricerche e ne ho individuati venticinque.
Ecco i loro nomi e le loro date di nascita.
Risuonino nel silenzio grato e rispettoso.
Risuonino nel silenzio grato e rispettoso.
CALDARONE Flavio — 16 settembre 1921
CAPPETTA Pasquale — 17 aprile 1924
CORRADO Carmine — 11 novembre 1920
CUOZZO Amodio — 25 agosto 1921
CUOZZO Gelsomino — 11 febbraio 1916
FALCONE Giovanni — 5 dicembre 1923
FALCONE Giuseppe — 7 novembre 1915
FASANO Settimo — 7 agosto 1914
FENIELLO Cosimo — 6 settembre 1914
FIGLIULO Minente — 23 settembre 1920
MARCIELLO Angelantonio — 19 gennaio 1910
MARCIELLO Scipione — 22 marzo 1923
MASTROLIA Carmine — 26 novembre 1923
MASTROLIA Onofrio — 26 novembre 1923
MEGARO Bonaventura — 1 aprile 1915
MILANESE Giovanni — 1 gennaio 1917
PERNA Michele — 5 giugno 1923
SANTOVITO Enrico — 9 marzo 1922
SPIOTTA Sabino — 1 settembre 1920
STROLLO Angelo Michele — 5 settembre 1909
STROLLO Domenico — 3 aprile 1921
STROLLO Giuliano — 12 ottobre 1921
TORSIELLO Pierino — 24 gennaio 1923
TORSIELLO Pietro — 29 giugno 1920
VOLTURO Pasquale — 4 novembre 1916
Penso ce ne siano altri: continuerò a cercarli.
Hanno pagato un prezzo alto per la libertà.
Onoriamo la loro memoria, riconoscendo il loro coraggio e la loro dignità.
Se le famiglie vorranno, insieme all'Amministrazione comunale e all'Associazione combattenti e reduci potranno fare la richiesta per la medaglia prevista per loro.
Il blog "la ràdica" è a disposizione per informare e collaborare.
Un pensiero particolare a uno di questi soldati: Carmine Corrado, il figlio di Pasquale e Caterina. Catturato sul fronte greco, morirà in un ospedale austriaco il 31 dicembre 1943.
È doverosa infine una precisazione.
In questo lavoro di ricerca, spesso ci siamo occupati anche di soldati valvesi catturati dagli inglesi e tenuti prigionieri per anni: alcuni di loro sono tornati a casa addirittura nell'autunno del 1946, un anno e mezzo dopo la fine della guerra.
Anche se per loro attualmente non è prevista né una giornata commemorativa né una medaglia, il blog "la ràdica" continuerà a ricercare i loro nomi e a ricostruire e raccontare le loro storie.
Nemmeno loro abbassarono la testa e faremo di tutto per onorare anche la loro memoria.
Hanno pagato un prezzo alto per la libertà.
Onoriamo la loro memoria, riconoscendo il loro coraggio e la loro dignità.
Se le famiglie vorranno, insieme all'Amministrazione comunale e all'Associazione combattenti e reduci potranno fare la richiesta per la medaglia prevista per loro.
Il blog "la ràdica" è a disposizione per informare e collaborare.
Un pensiero particolare a uno di questi soldati: Carmine Corrado, il figlio di Pasquale e Caterina. Catturato sul fronte greco, morirà in un ospedale austriaco il 31 dicembre 1943.
È doverosa infine una precisazione.
In questo lavoro di ricerca, spesso ci siamo occupati anche di soldati valvesi catturati dagli inglesi e tenuti prigionieri per anni: alcuni di loro sono tornati a casa addirittura nell'autunno del 1946, un anno e mezzo dopo la fine della guerra.
Anche se per loro attualmente non è prevista né una giornata commemorativa né una medaglia, il blog "la ràdica" continuerà a ricercare i loro nomi e a ricostruire e raccontare le loro storie.
Nemmeno loro abbassarono la testa e faremo di tutto per onorare anche la loro memoria.
G.V.
