24 maggio 2026

LA FORZA DI UN VOTO: LA LEZIONE DELLA CENTENARIA DI VALVA

Con il certificato elettorale in una mano e il bastone nell'altra, guarda l'obiettivo con la fierezza tranquilla dei suoi cento anni.

In una democrazia tutti i voti sono importanti, ma alcuni assumono un valore simbolico che in qualche modo li rende storici.
Così, a ottanta anni dal primo voto delle donne italiane (giugno 1946), zia Giovanna Cuozzo non ha voluto mancare all'appuntamento con le elezioni per il sindaco di Valva.

La gioia e una lezione
Ad accompagnarla al seggio sono state le nipoti Giovanna e Rosanna.
«Era molto contenta -raccontano le nipoti- e ha detto: "Anche grazie a me le donne oggi possono votare". Proprio per questo  abbiamo completato tutta la procedura all’ASL e al Comune per poterla portare al seggio».
Il voto per l'elezione del sindaco è l'occasione per l'ennesima lezione che la nonna di Valva può donare ai suoi concittadini, tutti più giovani di lei: non è solo un diritto esercitato, ma una testimonianza del forte legame con la vita della sua comunità.
In tempi in cui crescono disinteresse e astensionismo, infatti, una donna centenaria che si reca alle urne per scegliere il sindaco del proprio comune ricorda l'importanza del voto come atto di partecipazione alla vita democratica.

La lunga strada verso il voto femminile
Fino all'inizio del Novecento, le donne sono state subordinate agli uomini sia a livello di diritti civili che politici. Le due guerre mondiali hanno però segnato un cambiamento decisivo: l'ingresso massiccio delle donne nel mondo del lavoro e la loro partecipazione attiva alla Resistenza e alla lotta di Liberazione hanno fatto maturare una nuova consapevolezza dei propri diritti.
Al termine della Seconda guerra mondiale, questa profonda trasformazione sociale ha trovato un definitivo riconoscimento politico con due decreti luogotenenziali firmati da Umberto di Savoia. 
In vista delle imminenti elezioni amministrative, nel febbraio 1945 venne introdotto l'elettorato attivo (il diritto di voto per le cittadine). Poco dopo, nel marzo 1946, fu sancito anche l'elettorato passivo (il diritto di candidarsi). 
Le donne hanno così potuto partecipare alle elezioni comunali e al referendum istituzionale del 2 giugno 1946.
La signora Giovanna -zia Giovannina, come la chiamano tutti a Valva- non votò in quella storica occasione perché per soli quattro mesi non aveva ancora compiuto 21 anni, la maggiore età richiesta all'epoca.
Zia Giovanna Cuozzo con due compagne di lavoro,
davanti al castello di Villa d'Ayala-Valva

Cento anni, un bastone per farsi forza, lo sguardo fiero: l'esercizio del diritto di voto è la dimostrazione vivente che la libertà è un cammino lungo, una conquista preziosa ottenuta con determinazione e fatica, un compito lasciato ai più giovani.

Un cordiale ringraziamento alle nipoti Rosanna Torsiello e Giovanna Strollo per la gentile collaborazione.

Un viaggio nella memoria
Alla nonnina di Valva abbiamo dedicato Cent'anni di gratitudine-Un viaggio nella memoria con zia Giovannina

G.V.