30 giugno 2026

I CUSTODI DEL FUOCO E DEL FERRO: GLI SPATOLA DI VALVA

Homo faber, ricorda uno dei più celebri proverbi latini. L'uomo è artefice del proprio destino perché può modellarlo proprio come si fa con il ferro: un metallo duro, resistente, eppure non invincibile di fronte al fuoco e alla tecnica umana.
Prima che l'italiano moderno scegliesse la parola fabbro, l'Ottocento esprimeva questa fatica attraverso i termini ferraio o ferraro.
A Valva cambiano le parole per indicare la professione, cambiano i nomi, ma la famiglia resta la stessa: Spatola. 
Dal 1844 al 1913, nei registri delle liste di leva conservati all'Archivio di Stato di Salerno risultano nove soldati con il cognome Spatola nati a Valva; di otto di loro è indicata la professione e ben cinque sono fabbri ferrai o maniscalchi. Una vera e propria dinastia del fuoco e del ferro.

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In questa foto, il piccolo Serafino è nella bottega di papà Michele: ne respira l'odore caratteristico, ne vive l'atmosfera di fatica antica, raccoglie idealmente il testimone del padre. 
Da Quaglietta a Valva
Vengono da Quaglietta, gli Spatola.
La sera del 10 ottobre 1814 Lorenzo Spatola di 46 anni, professione “ferraro”, presenta al sindaco Celestino Bonelli un bambino nato poche ore prima da Giovanna Megaro, di 35 anni. Al bambino viene dato il nome di Onofrio Matteo.
Un benestante (chiamato “signore”) e uno “scarparo” sono i testimoni dell’atto. Lorenzo firma con il segno della croce, i due testimoni con il loro nome.
Prima del 1820, la famiglia Spatola si trasferisce a Valva.
Lo sappiamo perché dai documenti del matrimonio di un altro figlio, Salvatore, quest’ultimo risulta nato a Valva.
Lorenzo e Giovanna hanno almeno una figlia, di nome Caterina, che morirà nel 1854.

Per orientarsi tra i passaggi generazionali, i membri del ramo di Onofrio saranno evidenziati in blu e quelli del ramo di Salvatore in fucsia.

Il ramo di Onofrio
Nel 1837 Onofrio Spatola sposa Antonia Spiotta, di diciassette anni (dunque nata nel 1820 circa). Onofrio risulta ferraio, come suo padre.
Tra i documenti del matrimonio, troviamo gli atti di nascita degli sposi. Quello di Onofrio è rilasciato dal parroco di Quaglietta:
Decisamente più leggibile la grafia del cancelliere di Valva, Valletta, che scrive l'atto di nascita della sposa Antonia:
Nel 1839 nasce Giovanni Luigi Maria, nel 1842 Filomena Maria.
Onofrio e Antonia avranno altri tre figli maschi, come risulta dai fogli matricolari: Michele Arcangelo, nato il 22 settembre 1844; Leopoldo, nato il 21 ottobre 1855 (alla visita militare dichiarerà di essere "fabbro ferraio") e Giovanni, nato il 3 aprile 1858.

Alla nascita di Leopoldo, Onofrio risulta avere 40 anni, la moglie 38. L’età della moglie è chiaramente errata. Il nonno paterno, Lorenzo, risulta deceduto.

Onofrio e Antonia hanno almeno due figlie: il 18 febbraio 1848 nasce Maria Francesca, nel 1851 nasce Raffaella Maria
Nel 1855 muore Filomena; sui registri risulta "ragazza", un termine che veniva utilizzato per indicare una persona deceduta prima dell'età da lavoro.
Non siamo riusciti a rintracciare l'atto di nascita di Filomena; per la verità, ipotizziamo che anche un'altra sorella abbia avuto lo stesso nome, visto che ritroviamo una Filomena Spatola madre di un soldato caduto nella Prima guerra mondiale: Torsiello Antonio (classe 1891, falegname; morto il 18 giugno 1916 in un ospedale da campo, per ferite riportate in combattimento).
Nel 1874 Michele Arcangelo sposa Mariantonia Feniello. Lo sposo è "fabbro ferraio".  L'anno dopo, nell'ottobre 1875, nasce la loro prima figlia: Giuseppa.

Una curiosità: nell'atto di nascita di Giuseppa, papà Michele risulta "bracciale". La coppia abita in via Fontana, 19.

Subito dopo si trasferisce a Colliano, come notiamo dall'atto di nascita del primo figlio maschio: Onofrio, nato nel 1878. 

Nell'atto di nascita di Onofrio il cognome della madre viene erroneamente trascritto come "Fanelli", poi corretto in Feniello con una nota a margine. 
Qui, il padre torna a essere definito "ferraio".

Quando nel 1922 muore a Valva (in corso Vittorio Veneto), Michele Arcangelo risulta ancora residente a Colliano.
Suo figlio Onofrio sposa nel giugno 1900 Maria Megaro, a Valva, dove i due si trasferiscono.
Il 20 aprile 1901 nella casa di Corso Umberto I (che da pochi mesi si chiama così) nasce Antonia.
Il 6 ottobre 1904 nasce Luisa, che nel 1926 sposerà Battista Porcelli. Un suo figlio si chiamerà Onofrio.
Il 26 febbraio 1906 nasce Mario, ma la mamma Maria muore dopo appena quattro giorni, il 2 marzo.
Quando farà la visita militare, anche Mario si dichiarerà "fabbro ferraio".
Il 9 giugno 1910 Onofrio si risposa, con la diciannovenne Maria Michela Spiotta, figlia di Giuseppe e di Maria Feniello.

Nell'atto di matrimonio Onofrio risulta nato a Colliano e residente a Valva, mentre i suoi genitori sono ancora residenti a Colliano. Testimoni di nozze, lo scalpellino Rubino Porcelli e il falegname Attilio Cuozzo.

Nella casa in via Ospedale, nel 1911 nasce Anna, nel 1912 Vita MariaAltri figli verranno più tardi, fino al 1930: Michele, Maria, Angela
Ecco Anna con l'abito tradizionale valvese, in una foto dei primi anni Trenta:

I lettori del blog "la ràdica" già conoscono Maria Michela Spiotta, perché è la sorella di Michele, caduto nella Grande Guerra, e di Angelo, che muore negli Stati Uniti. Alla morte di quest'ultimo, Maria Michela e la sorella Santina faranno erigere una cappella votiva, per esaudire un voto del fratello:

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In questa foto vediamo le due sorelle Spiotta: Maria Michela indossa l'abito della "pacchiana"; la bambina è Maria Spatola.

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Il ramo di Salvatore
Nel 1846 viene celebrato il matrimonio tra Salvatore (ma nell’atto risulta Salvadore) e Anna Maria D’Amato, di ventisei anni come il marito. Lo sposo risulta nato a Valva.
Il 2 giugno 1848 nasce una bambina, alla quale vengono dati i nomi di Pasqualina Alessandrina Vittoria.
Papà Salvadore risulta "ferraio"; una piccola imprecisione sull'età dei coniugi: Anna Maria risulta di due anni più vecchia del marito.
Michele Maria Spatola nasce il 16 marzo 1851.
Nel 1853 nasce, e muore a soli otto mesi, Cassandra
Il 3 aprile 1875, Michele Maria ("ferraio") sposa Maria Francesca Torsiello, di 25 anni, figlia di Angelomaria e di Rosa Valletta. 
La coppia ha subito una bambina: Diletta Anna Maria, che nasce il 21 novembre1875. 
Nasceranno poi almeno quattro figli maschi: Salvatore (classe 1884), Prospero (classe 1886, fabbro ferraio), Serafino (classe 1888, maniscalco), Vincenzo (1891).  
Vincenzo -che alla visita militare dichiara di essere sarto- avrà un destino tragico: cadrà nella seconda guerra da lui combattuta.
Partecipa alla guerra di Libia come tamburino del 22°Reggimento Fanteria. 
Questa prima esperienza bellica per lui è breve, perché rientra in Italia dopo poco più di un mese, il 12 luglio 1913, ferito alla spalla sinistra da un proiettile, nel corso di un'imboscata dei guerriglieri senussi.
Il 21 febbraio 1914 sposa Antonia Maria Corrado, di Michele e Felicia Strollo.
Ma il fango delle trincee lo aspetta. 
Il 24 maggio 1915, il giorno esatto in cui l'Italia entra nella Grande Guerra, Vincenzo è di nuovo in prima linea.
Intanto, il 9 luglio a Valva nasce suo figlio Vinicio.
A denunciarne la nascita in municipio è la levatrice Clotilde Romanini, che dichiara che il padre del bambino si trova "lontano da questo comune". 
Il bambino morirà a soli dieci anni nel 1925.
L'11 agosto 1916, nel caos della sanguinosa sesta battaglia dell'Isonzo, vicino a Gorizia, Vincenzo risulta disperso.
Il nome del soldato caduto rivivrà in uno dei figli di suo fratello Serafino: nato nel 1923, Vincenzo Spatola sposerà la cugina del soldato americano Henry Porcelli. Vincenzo e Maria troveranno la morte insieme a Serafino, a Castelnuovo di Conza la sera del terremoto del 23 novembre 1980.
La giovane donna è Maria D'Amato, che ha in braccio la figlia Maria Michela; l'uomo vicino a Maria è suo marito Vincenzo, l'altro è probabilmente il fratello di questo, Adriano.
La famiglia Spatola negli anni Cinquanta: da sinistra, Adriano e la figlia Rosalba, Michele e il piccolo Serafino, Vincenzo. La bambina sulla destra è Anita Feniello. fonte
Prospero Spatola
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emigrato negli USA nel 1906, darà a uno dei figli il nome di Vincenzo.
Abbiamo testimonianza anche di un viaggio di Serafino negli Stati Uniti, dove arriva a bordo della nave Napoli il 2 settembre 1913. In questo estratto del registro di Ellis Island leggiamo che con lui ci sono due compaesani, Alfonso Gerardo Freda e Michele  Fasano:
Serafino è diretto a Batavia.
Tre mesi dopo, a Valva nasce suo figlio  Michele.
Ecco una foto di sua moglie, Maria Michela Torsiello (1889-1934):
A dichiarare in municipio la nascita del bambino è anche in questo caso la levatrice, Clotilde Romanini. Nell'atto di nascita Serafino risulta comunque domiciliato a Valva.
In quest'altra foto, Michele è sempre con il figlio Serafino, ormai giovane collaboratore.

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Si potrebbe scrivere un romanzo sulla famiglia Spatola. Da Quaglietta a Valva, da Valva in Libia e sui monti di Gorizia, da Valva in America. E alcune pagine, importanti, vanno ancora ricostruite: ad esempio, abbiamo notizia di un Michele Spatola, appuntato, figlio di Onofrio, morto nella Terza guerra di indipendenza, nel 1866. Non siamo ancora riusciti a identificarlo con certezza.

Una catena di ferro, fuoco e sangue che il tempo non è riuscito a spezzare.  

Altri post
Le vicende di alcune persone nominate in questo lavoro di ricerca sono state presentate in altri post del nostro blog.
Abbiamo già raccontato la storia di Vincenzo Spatola e Maria D'Amato in 👉Storie come strade e quella del soldato americano Henry Porcelli in vari post, tra cui 👉Il suo nome era Henry Porcelli, un episodio legato anche alle foto scattate a Valva nel settembre 1943, le cui persone ritratte siamo riusciti a identificare grazie a Ornella Spatola.
Ai due fratelli di Maria Michela Spiotta abbiamo dedicato due post: 👉In un declivio di velluto verde, un eroe silenzioso e 👉Il sogno americano infranto sul ciglio di una strada, realizzati grazie alle foto e alle informazioni condivise da Mariana Grisi.
Infine, alcune notizie sul soldato Antonio Torsiello, figlio di Filomena Spatola, si trovano in 👉Una società operaia piange i suoi caduti nella Grande Guerra.

Fonti

Le fotografie di Michele Spatola, Serafino e degli altri membri della famiglia sono tratte dal blog Gozlinus. La foto di Anna Spatola con l'abito tradizionale valvese viene pubblicata per gentile concessione della figlia, Nunziatina Porcelli. Per la fotografia di Maria Michela Torsiello si ringrazia Vincenzo Valletta; l'immagine è stata leggermente restaurata, per renderla più chiara.
I documenti anagrafici citati provengono dal Portale Antenati, fondi degli archivi di stato civile di Quaglietta e Valva. Il documento sullo sbarco di Serafino Spatola negli Stati Uniti proviene dai registri di Ellis Island.

G.V.

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