Due fratelli morti nella stessa guerra ma in due eserciti diversi. Un loro nipote inghiottito nel baratro della guerra civile spagnola.
Per capire questa storia di guerra e di emigrazione, bisogna riavvolgere il nastro. Bisogna allontanarsi dal fango delle trincee europee e tornare indietro nel tempo, al municipio di Valva, dove tutto ha inizio a colpi di inchiostro e pennino.
Per capire questa storia di guerra e di emigrazione, bisogna riavvolgere il nastro. Bisogna allontanarsi dal fango delle trincee europee e tornare indietro nel tempo, al municipio di Valva, dove tutto ha inizio a colpi di inchiostro e pennino.
Avvertenza per i lettori di Valva
Chi è di Valva sa bene che il cognome Cuozzo è molto diffuso. Per capire esattamente di quale famiglia stiamo parlando, basti pensare alla generazione nata negli anni Trenta: questo è il ceppo di Donato e Virginia Cuozzo, fratello e sorella che portavano i nomi dei loro nonni. Un altro fratello -che salutiamo- porta il nome dello zio morto in Spagna, Giacomo.
Giuseppe e Donata
Il 22 gennaio 1842 davanti al sindaco Gabriele Valletta si celebra il matrimonio tra Giuseppe Cuozzo e Donata Maria Macchia.
Lo sposo ha 27 anni, è nato il 21 settembre 1815 (all'anagrafe Giuseppe Maria); di professione bracciale, è figlio di Pietro e di Geronima Corrado.
La sposa ha 23 anni, è nata il 29 ottobre 1818, ed è figlia del fu Giacomo Macchia e di Maria D’Ambrosio.
Giacomo Macchia è morto il 19 settembre 1841 a 59 anni; risulta figlio di Antonio Macchia e di Vittoria D’Urso. Antonio risulta morto nel 1836, a settanta anni (figlio di Lorenzo e di Francesca Spiotta).
Il 22 gennaio 1842 davanti al sindaco Gabriele Valletta si celebra il matrimonio tra Giuseppe Cuozzo e Donata Maria Macchia.
Lo sposo ha 27 anni, è nato il 21 settembre 1815 (all'anagrafe Giuseppe Maria); di professione bracciale, è figlio di Pietro e di Geronima Corrado.
La sposa ha 23 anni, è nata il 29 ottobre 1818, ed è figlia del fu Giacomo Macchia e di Maria D’Ambrosio.
Giacomo Macchia è morto il 19 settembre 1841 a 59 anni; risulta figlio di Antonio Macchia e di Vittoria D’Urso. Antonio risulta morto nel 1836, a settanta anni (figlio di Lorenzo e di Francesca Spiotta).
Il primo Giacomo Cuozzo
Il 21 aprile 1851 Giuseppe Cuozzo va in municipio a registrare la nascita di suo figlio Giacomo Maria: il bambino ha il nome del nonno materno, deceduto dieci anni prima. Tra i testimoni, un sarto (Lorenzo Spiotta) e un farmacista (Costantino Freda).
Il 28 marzo 1853 nasce un secondo figlio, Pietro.
Il 12 maggio 1877 -davanti all'assessore Arcadio Grasso- Giacomo sposa Maria Michela Vuocolo, nata nel 1853, figlia di Pietro e di Angela Rosa Strollo.
I due hanno diversi figli.
Il primo si chiama Donato, nato il 26 marzo 1878. Nell'atto di nascita, la famiglia risulta residente in Piazza dell’Olmo.
Il 29 luglio 1883 nasce Fioravante. In questo caso abbiamo un'informazione più precisa: via Prima Piazza dell’Olmo.
L’11 gennaio 1886 nasce Rosolina. La famiglia risulta essersi trasferita in Piazza Plebiscito, al numero 3.
Giuseppe nasce il 27 febbraio 1889, Pietro il 10 maggio 1892. Di questi due figli non sono consultabili gli atti di nascita su Portale Antenati; da altre fonti conosciamo i nomi e le date di nascita.
Il 25 maggio 1894 nasce Santina. Infine, il 18 giugno 1897 nasce Giovanni.
Una curiosità: Pietro Vuocolo è il nonno dell'omonimo valvese che, morto nel 1945, non ha avuto i funerali in chiesa perché "comunista".
Il 21 aprile 1851 Giuseppe Cuozzo va in municipio a registrare la nascita di suo figlio Giacomo Maria: il bambino ha il nome del nonno materno, deceduto dieci anni prima. Tra i testimoni, un sarto (Lorenzo Spiotta) e un farmacista (Costantino Freda).
Il 28 marzo 1853 nasce un secondo figlio, Pietro.
Il 12 maggio 1877 -davanti all'assessore Arcadio Grasso- Giacomo sposa Maria Michela Vuocolo, nata nel 1853, figlia di Pietro e di Angela Rosa Strollo.
I due hanno diversi figli.
Il primo si chiama Donato, nato il 26 marzo 1878. Nell'atto di nascita, la famiglia risulta residente in Piazza dell’Olmo.
Il 29 luglio 1883 nasce Fioravante. In questo caso abbiamo un'informazione più precisa: via Prima Piazza dell’Olmo.
L’11 gennaio 1886 nasce Rosolina. La famiglia risulta essersi trasferita in Piazza Plebiscito, al numero 3.
Giuseppe nasce il 27 febbraio 1889, Pietro il 10 maggio 1892. Di questi due figli non sono consultabili gli atti di nascita su Portale Antenati; da altre fonti conosciamo i nomi e le date di nascita.
Il 25 maggio 1894 nasce Santina. Infine, il 18 giugno 1897 nasce Giovanni.
Una curiosità: Pietro Vuocolo è il nonno dell'omonimo valvese che, morto nel 1945, non ha avuto i funerali in chiesa perché "comunista".
L'inizio della diaspora
Il 29 dicembre 1902, Donato Cuozzo (il primogenito) sposa Virginia Spiotta. È una giornata frenetica in municipio: il sindaco celebra ben quattro matrimoni, sbrigando ogni pratica in quindici, venti minuti al massimo.
Ma se leggiamo attentamente l'atto di matrimonio di Donato, notiamo qualcosa di malinconico e premonitore: le sedie dei genitori sono vuote.
Giacomo e Maria Michela, i genitori dello sposo, risultano residenti in Francia, a Sète (?). Il padre della sposa, Bartolomeo, è addirittura oltreoceano, a Philadelphia.
La necessità, la povertà o la ricerca di un futuro migliore stanno già smembrando la famiglia. Le radici sono a Valva, ma i rami si stanno allungando su altri continenti.
Giacomo e Maria Michela, i genitori dello sposo, risultano residenti in Francia, a Sète (?). Il padre della sposa, Bartolomeo, è addirittura oltreoceano, a Philadelphia.
La necessità, la povertà o la ricerca di un futuro migliore stanno già smembrando la famiglia. Le radici sono a Valva, ma i rami si stanno allungando su altri continenti.
Nel 1903 nasce Giacomo, deceduto nel 1906.
Nel 1905 nasce Giuseppe.
L'11 dicembre 1908 Donato e Virginia hanno un altro figlio maschio, al quale danno il nome del fratellino morto.
Giacomo nasce alle 6.30 del mattino e dopo meno di tre ore risulta già registrato all'Ufficio Anagrafe.
Giacomo nasce alle 6.30 del mattino e dopo meno di tre ore risulta già registrato all'Ufficio Anagrafe.
La famiglia di Giuseppe
Il 19 maggio 1928 Giuseppe sposa Pasqualina Falcone.
Suo padre Donato risulta negli Stati Uniti, sua madre Virginia è deceduta.La sposa è figlia di Antonio e di Filomena Strollo.
Ipotizziamo che Donato abbia dato al secondo figlio il nome del fratello lontano e poi, a ridosso della Grande Guerra, abbia raggiunto quest'ultimo negli Stati Uniti.
Il 14 febbraio 1933 Giacomo sposa Maria Iannuzzi.
Purtroppo nell'atto trascritto dal podestà non è indicata la residenza di papà Donato; la sposa risulta nata a Batavia, negli Stati Uniti, mentre i suoi genitori Giuseppe e Angela Torsiello sono residenti a Valva.
Il 14 febbraio 1933 Giacomo sposa Maria Iannuzzi.
Purtroppo nell'atto trascritto dal podestà non è indicata la residenza di papà Donato; la sposa risulta nata a Batavia, negli Stati Uniti, mentre i suoi genitori Giuseppe e Angela Torsiello sono residenti a Valva.
Incontro al destino
Emigrando per cercare pane e condizioni di vita più dignitose, i Cuozzo pensavano di scappare dalla miseria, ma forse stavano solo correndo incontro al loro destino. Non sapevano che i confini attraversati per lavoro sarebbero diventati linee di sangue.
Quando il mondo va in fiamme, infatti, i governi chiamano alle armi e i figli e i nipoti di casa Cuozzo indossano le divise dei Paesi in cui il destino e la fame li hanno dispersi: Giovanni cade sul Carso, Giuseppe emigrato negli USA muore in Francia con la divisa americana, Giacomo morirà venti anni dopo durante la guerra civile spagnola.
Quando il mondo va in fiamme, infatti, i governi chiamano alle armi e i figli e i nipoti di casa Cuozzo indossano le divise dei Paesi in cui il destino e la fame li hanno dispersi: Giovanni cade sul Carso, Giuseppe emigrato negli USA muore in Francia con la divisa americana, Giacomo morirà venti anni dopo durante la guerra civile spagnola.
Approfondimenti:
Ai fratelli Giuseppe e Giovanni abbiamo dedicato il seguente post:
Qui abbiamo raccontato la storia di Giacomo Cuozzo, caduto in Spagna nel 1937:
Nel post 👉Giacomo, caduto per primo abbiamo ricostruito il contesto nel quale si è combattuta la guerra civile spagnola.
G.V.
