21 luglio 2026

LUNGO LA VIA DEL GRANO: UNA STORIA DI STRADA, MORTE E RINASCITA

 FUORI REGISTRO Quarto episodio

-Un vetturale, una famiglia spezzata e un nuovo inizio 
nei registri di Valva (1851-1852)-

Accadono storie sulla strada che da Eboli attraversa le terre dell'Osso e raggiunge la Lucania. È la cosiddetta Via del Grano, realizzata nel 1797 per collegare Eboli, Atella e Melfi, facilitando il trasporto dei cereali verso Napoli.
Su quella strada passano mercanti e vetturali, forse anche pellegrini. Viaggiano merci, ma anche persone, notizie, amicizie, matrimoni. E, talvolta, la morte.
Valva, 21 luglio 1851, ore quattordici circa.
Proprio nel feudo del soprintendente alle strade e ai ponti del Regno, il marchese Giuseppe Valva, avviene un tragico incidente.
Mentre il carro sul quale viaggia la famiglia Capuano, originaria di Atella, affronta una salita, arretra improvvisamente, esce di strada e precipita nei terreni sottostanti, capovolgendosi.
Sotto il peso del carro rimangono schiacciati Lucia Carlucci, moglie di Pasquale Capuano, e i loro due figli: Giuseppe, di cinque anni, e Luigi, di appena nove mesi. Solo Pasquale sopravvive.
Il giorno dopo, Felice Vacca (becchino comunale) e Michelangelo Grasso si recano in municipio e dichiarano di aver dato sepoltura alle tre vittime.
Gli atti di morte indicano con precisione il luogo dell'incidente: "Salita delle Murelle di Serra Garza". Un toponimo oggi difficile da identificare, ma prezioso per ricostruire l'antica viabilità del territorio. È interessante anche l'espressione "strada consolare", con cui il sindaco Francesco Grasso -che scrive l’atto- qualifica quel percorso, a testimonianza dell'importanza che gli veniva attribuita.
Pietra miliare lungo la Via del Grano, nel comune di Valva; fonte

La famiglia Capuano
Pasquale e Lucia si sono sposati nel 1838 ad Atella, il paese della sposa. Pasquale proveniva invece da Lanzara, oggi frazione di Castel San Giorgio (all'epoca nel Principato Citra), dove era nato nel 1814, quattro anni prima di Lucia (all’anagrafe Maria Francesca Lucia).
Il primogenito, Giuseppe Maria, è nato nel novembre del 1846; il fratellino Luigi nel dicembre del 1850. Una curiosità: il primo figlio ha il nome del nonno materno, il secondo di quello paterno.
Un altro dettaglio merita attenzione: a dichiarare la nascita del primo figlio non è il padre, ma la levatrice. È quindi plausibile che Pasquale in questo momento sia lontano da casa per lavoro.
Anche suo padre, Luigi, è stato un vetturale, vale a dire un trasportatore di merci, una figura che potremmo paragonare a un moderno autotrasportatore o corriere. Luigi è morto in una taverna di Barile, nel distretto di Melfi, lo stesso cui appartiene Atella. È possibile che percorresse abitualmente quelle strade per motivi di lavoro e che proprio grazie a quei viaggi il figlio Pasquale abbia scelto di stabilirsi ad Atella, dove ha costruito la sua famiglia, tragicamente spezzata il 21 luglio 1851 lungo una delle principali vie di comunicazione del Regno.
Il nonno di Pasquale, Giacomantonio, risulta bottegaio.
Una storia che continua
La storia di Pasquale Capuano, però, continua.
L’anno dopo, infatti, il vetturale torna a comparire nei registri di Valva. E lo fa per un motivo inatteso: si risposa proprio nel paese dove ha perso la moglie e i due figli. 
Il matrimonio si celebra il 28 aprile 1852. La nuova moglie si chiama Rosa Antonia (o Rosantonia) Grieco, nata nel 1825; di lei conosciamo solo la mamma, Anna.

Una curiosità dai registri: la mamma di Pasquale, Grazia Apostolico, esprime il consenso al matrimonio del figlio recandosi da un notaio a Lanzara. 

Può colpire la scelta di Pasquale di rifarsi una vita a Valva.
Forse il lavoro lo ha ormai legato a queste terre; forse qui ha trovato una rete di relazioni e di sostegno. Oppure, chissà, sente il bisogno di restare vicino al luogo in cui riposano Lucia, Giuseppe e il piccolo Luigi.
Le nostre sono soltanto ipotesi e tali resteranno. Ma i registri ci restituiscono almeno una certezza: dopo il dolore, Pasquale non lascia Valva alle proprie spalle.
Lungo la Via del Grano accadono storie.

Alla memoria del signor Giustino Catone, di Atella


Fuori Registro - Il fascino dell'anagrafe 
I registri anagrafici hanno il potere di rapire chiunque li sfogli, anche solo in digitale sul Portale Antenati. Tra carte ingiallite e grafie d'altri tempi, un nome tira l'altro e una dicitura insolita può trasformarsi in un invito alla ricerca. Da questo viaggio tra i documenti nasce Fuori Registro, una rubrica del blog la ràdica che porta alla luce episodi di cronaca, curiosità, anomalie e piccoli misteri nascosti tra le pieghe della storia di Valva e dell'Alto Sele.

G.V.